Aumenti in busta paga, perché c’è grande ottimismo: ecco chi può già sorridere

Si attendono le trattative se cosi si può dire in vista della manovra economica 2022. I lavoratori sperano in aumenti concreti di stipendio.

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La nuova legge di bilancio 2022 potrebbe portare in dote numerose novità per i lavoratori italiani. Sono tantissimi quelli che attendono un corposo aumento in busta paga e ciò che trapela dalle stanze del Governo fa presagire una situazione estremamente positiva per alcune categorie di lavoratori. L’invito arrivato tempo fa dall’Ocse, in merito all’abbassamento del cuneo fiscale nel nostro paese sembra essere stato accolto dall’esecutivo guidato da Mario Draghi che sta provvedendo a ridurre la distanza tra il costo del lavoro e le varie imposte ad esso applicate.

Nel nostro paese, quindi anche secondo una organizzazione di fatto esterna vige una difficoltà concreta ad assicurare, alla fine, una giusta e più congrua retribuzione ai lavoratori impegnati in ogni settore. Il Governo prova l’impresa di riuscire a distribuire in qualche modo una maggiore liquidità a fine mese, lavoratore per lavoratore. La prossima manovra è inoltre attesa per numerose altre novità, come ad esempio l’assegno unico per le famiglie, ennesima innovazione, si spera per la nostra Italia.

Diminuzione cuneo fiscale: ecco a chi andranno gli aumenti tanto attesi

Sono otto i milioni stanziati dal Governo per ridurre la pressione fiscale sulle retribuzioni dei lavoratori. Le vie per provare a ridurre le tasse, di fatto potrebbero portare o ad un sistema di bonus o a trattamenti integrativi. Il rischio concreto, cosi come avviene per numerose altre dinamiche consiste nel fatto che tali benefici potrebbero riguardare, cosi come anticipato, non tutti i lavoratori. Gli aumenti in busta paga con relativo taglio delle tasse ci saranno, questo è certo, ma soltanto per i lavoratori dipendenti.

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In sostanza, cosi come riportato in precedenza il vantaggio esisterà soltanto per chi è lavoratore dipendente escludendo quindi gli autonomi. Un provvedimento di fatto già criticato fortemente nelle giuste sedi perchè come spesso accade va a tutelare soltanto una parte dei lavoratori italiani escludendo del tutto tutti gli altri. In ogni caso gli aumenti ci saranno, nei modi e nei tempi opportuni man mano segnalati dai canali preposti. Resta l’amaro in bocca ad un’altra parte d’Italia che lavora, ormai purtroppo abituata a certe situazioni.

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