Inter, diventare azionista è un buon investimento? La tua squadra del cuore ti sta cercando

Molto diffuso presso le società calcistiche, è un mezzo per sostenere direttamente la propria squadra di calcio al fine di affrontare con successo le sfide economiche nel connubio moderno tra sport e sponsorizzazioni.

tifosi inter

Conviene quindi investire nell’azionariato popolare di una squadra di calcio? Dal punto di vista economico non ci sono i presupposti per immaginare un ritorno economico utile a definirli investimenti.

L’azionariato popolare è più simile a un finanziamento a fondo perduto, di cui è possibile comunque avere dei ritorni in termini di prestigio della squadra di calcio finanziata. A metà tra l’emissione di un’azione e un’obbligazione aziendale, la società distribuisce le proprie quote azionarie a una vastissima platea di azionisti che diventano soci. L’obbiettivo è emancipare la squadra dai risvolti negativi dovuti dalle performance calcistiche, in relazione alla liquidazione delle azioni che avviene quando esse sono in mano a un stretto numero di attori finanziari, che misurano il proprio investimento in termini strettamente economici.

Il modello economico alla base dell’azionariato popolare

Per questo motivo il modello economico alla base dell’azionariato popolare consiste nel diffondere la proprietà di una determinata società sportiva ai suoi grandi appassionati, i tifosi. In questo modo si può compensare il modello antieconomico di un club calcistico con la fiducia e il senso di appartenenza istintivo ed emotivo degli appassionati che vogliono sostenere la propria squadra anche soltanto per poterla vedere continuare a giocare. Con la partecipazione all’azionariato poplare l’investitore, proprio come successivamente l’acquisto di un’azione, diventa socio del club, prendendo parte direttamente ai risultati economici derivanti dalle performance della squadra.

Si possono avere dei risvolti positivi evitando o recuperando un fallimento societario, garantendo la continuità agonistica e risollevando economicamente il club. In questo senso uno dei casi più noti è probabilmente quello del Parma, che dopo il fallimento del 2015 ripartì destinando il 40% circa del suo capitale sociale all’azionariato popolare. In questo modo la squadra ricostituire la società per mezzo del sostegno diretto della propria tifoseria.

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Alcuni esempi di azionariato popolare che hanno avuto successo

Un esempio di azionariato popolare che sembra avere avuto fin’ora successo è quello del Barcellona, che con più di 150.000 soci è in grado di sostenersi finanziariamente e garantirsi un afflusso costante e diretto di capitali, tali da garantire che le modifiche allo statuto, la vendita dei beni societari e le sponsorizzazioni, vadano in accordo con la qualità che solo chi è in grado di valutare oltre gli stretti parametri economici può continuare a sostenere finanziariamente. Per mezzo dell’azionariato popolare è possibile partecipare all’assemble generale tramite il quale vengono prese le decisioni riguardanti le politiche interne al club. Nel caso del Barcellona l’assemblea, dato l’altissimo numero di soci, è nominata tramite sorteggio e formata dal 2,5% del totale di essi.

Un’eccezione in Europa è la Bundesliga tedesca in cui l’azionariato popolare è applicato a tutte le squadre. La cosiddetta regola del 50+1 stabilisce che le quote di maggioranza di ciascun club debbano essere di proprietà dei soci, aumentando così notevolmente le probabilità che essa sia finanziata direttamente da singoli privati e quindi tifosi della squadra. Per avere un esempio il Bayern Monaco è composto da 293 mila soci che formano il 75% dell’azionariato popolare del club, mentre il restante 25% è sostenuto dagli sponsor tradizionali della squadra come Adidas e Audi, con un bilancio che nel 2019 si è chiuso con un attivo di 75,3 milioni di euro.

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Ecco perché l’azionariato popolare potrà essere un successo per l’Inter

L’azionariato popolare permette alla società di crescere, in un continuo processo di fidelizzazione dei tifosi che una volta divenuti azionisti, associano la propria fede calcistica al contributo materiale rappresentato dalla partecipazione economica alla società. In questo modo contribuiscono all’incremento di incassi che potranno influire in modo indiretto sulle vittorie sportive, per mezzo di campagne acquisti e quindi dai diritti derivati dai proventi degli stadi, del merchandising e dagli sponsor.

Da venerdì 25 giugno, è online il sito di Interspac, l’iniziativa atta a coinvolgere i tifosi dell’Inter nel finanziamento diretto della società. Il progetto è portato avanti in prima istanza da personaggi celebri, in grado di fornire la prima parte di finanziamenti e dare visibilità all’iniziativa, tra questi Carlo Cottarelli, Enrico Mentana, Paolo Bonolis. In una seconda fase, Interspac verrà aperta a tutti i tifosi, con un prezzo di acquisto minimo che dovrebbe essere di almeno 500 euro. L’idea di base è quella di creare un connubio tra le risorse economiche fornite dai tifosi con quelli degli investitori istituzionali. In questo modo la società può attingere a una risorsa economica che dovrebbe rimanere stabile sul lungo periodo, riducendo il ricorso all’indebitamento, che diventa spesso un problema in grado di compromettere le sorti della squadra.

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Oltre alla riduzione del peso del debito, la partecipazione dei tifosi al capitale della società crea quel livello di attenzione e di feedback che permette una corretta amministrazione dei proventi, con l’obbiettivo di massimizzarne il beneficio sportivo. L’azionariato popolare garantisce infatti bilanci in salute, ma può limitare la capacità di investimento e frenare la competitività in campo internazionale.

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