Bearish su Tesla? La scommessa che non ha pagato

Vendere allo scoperto azioni Tesla è stata una decisione pessima, ecco perché.

Una carta brandizzata Tesla

Non hanno avuto una corretta intuizione quei trader pessimisti che hanno pensato di puntare principalmente alle vendite sui titoli Tesla, le risorse infatti dimostrano come nel 2020 siano andati persi 40 milioni di dollari.

La causa che per cui si è verificato tutto ciò è stato il forte rialzo determinato dalla quotata Tesla di Elon Musk che ha generato pesanti perdite per i ribassisti che si trovano adesso a raccogliere i cocci dopo la disfatta.

Ricordiamo che quando si parla di short selling si intende una vendita allo scoperto per cui si scommette sul ribasso. Nel mercato, per investire, l’altra via percorribile sarebbe stata quella di comprare l’azione ad un prezzo favorevole per poi rivenderla quando il valore fosse aumentato.

Short selling: cosa insegna il caso Tesla

Chi fa short selling quindi prende a prestito dei titoli sapendo già che in futuro dovrà riacquistarli ad un prezzo più inferiore. Per queste dinamiche molto spesso si tratta di speculazione e quindi, come su Borsa Italiana, in alcuni casi  le vendite allo scoperto di titoli o altro possono essere interrotte. Questa tecnica però può essere utile quando si vuole investire in borsa ma anche proteggersi da eventuali rischi del mercato. Per il trascorso 2020,  Tesla detiene il primato di perdite derivanti da vendite allo scoperto, che ha quindi generato più perdite tra tutti i venditori che hanno shortato.

Un dato significativo è quello per cui i venditori che hanno venduto allo scoperto hanno perso 40 milioni di dollari, ma non bisogna rimanere meravigliati dato che le azioni Tesla sono quelle che hanno registato la miglior performance su tutto l’indice S&P 500 nel 2020, considerato che si è definitivamente affermata nel settore delle auto elettriche green e le sue prestazioni hanno persino spinto il suo proprietario, Elon Musk, a diventare la persona più ricca del pianeta per un certo periodo.

Il caso Tesla, quindi, dimostra l’importanza di speculare al ribasso ma con ponderazione, attenzione e consapevolezza. La vendita allo scoperto, ovviamente, non genera sempre delle perdite, ad esempio i ribassisti   che hanno puntato ed investito contro Exxon Mobil Corp hanno potuto generare profitti per un complessivo di 1,28 miliardi di dollari, e anche in questo caso non bisogna rimanere shoccati   tenendo presente  che il titolo Exxon ha chiuso il 2020 registrando un deprezzamento del 40,9 per cento.

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