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Bonus Contributi e taglio dell’IRPEF, quando vedremo i soldi? L’aggiornamento

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Il Bonus Contributi previdenziali e il Taglio dell’IRPEF sono scattati da gennaio 2022 a seguito della Riforma Fiscale. Ma ancora non si vedono i risultati.

Si attende ancora il bonus contributi che avrebbe dovuto comportare un aumento dello stipendio netto i busta paga. Questo a seguito dei provvedimenti contemplati nel maxi emendamento alla Legge di Bilancio 2022 con cui il Governo ha definito i dettagli della riforma del fisco. In pratica, tutta una serie di misure che dovrebbero ridurre l’imposizione fiscale per le famiglie, le imprese, i lavoratori e i pensionati italiani.

Oltre a questo, è entrato in vigore da gennaio 2022 anche il taglio dell’IRPEF, che con la riforma fiscale ha subito una modifica. Gli scaglioni, infatti, non sono più 5 ma 4. Naturalmente, siamo in attesa dell’aggiornamento dei vari software gestionali e del ricalcolo degli emolumenti, ecco il perché dei ritardi. I soldi in più in busta paga, dunque, potrebbero slittare ancora.

Cosa porta in busta paga il Bonus Contributi previdenziali

Per capire quale sarà il vantaggio visibile in busta paga, è necessario ricordare quale tipo di beneficio viene riconosciuto con la Riforma Fiscale. Dal 1 Gennaio 2022, in sostanza, saranno applicate nuove percentuali al contributo previdenziale a carico del lavoratore: fino ad oggi era al 9,19% mentre da ora in avanti verrà prelevato “solamente” l’8,39%. Questo si traduce in un maggior guadagno netto in busta paga. Ad esempio, chi guadagnava 2.000,00€ lordi al mese, nel 2021 il 9,19% di contributo aveva comportato il versamento di 183,80€; con la nuova aliquota questo contributo scende a 178,00€. Sono 5 gli Euro in più che il dipendente si ritroverà in busta. Ma non si sa quando di preciso. Forse, in quella di marzo. Va ricordato, infine, che chi guadagna più di 2.692€ lordi al mese non vedrà riconoscersi questo bonus.

Il taglio dell’IRPEF: chi ci guadagna e quanto?

I vantaggi fiscali tanto conclamati, ma soprattutto tanto attesi dai lavoratori, vengono fuori nero su bianco con pochi semplici calcoli. Difatti, con la nuova riforma fiscale, si ha una semplificazione degli scaglioni. Nello specifico, è stato eliminato eliminato il 4° scaglione, quello con l’aliquota al 41%, e il secondo e terzo scaglione vedono una diminuzione. In soldoni, ecco le nuove percentuali:

  1. 23% per redditi fino a 15.000€
  2. 25% (prima era il 27%) per redditi tra 15.001 e 28.000€
  3. 35% (prima era il 38%) per redditi tra 28.001 e 50.000€
  4. 43% per redditi superiori ai 50.000€

Nessuna differenza sostanziale, quindi, per chi guadagnava e guadagna fino a 15.000€, visto che l’aliquota prevista è la stessa. Dai 20.000,00€ in su, però, si apre uno spiraglio più “ampio”, che potrà essere goduto in ogni caso dai prossimi mesi.

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