Brembo: i suoi prodotti “frenano” il mondo. La sua storia, il suo fatturato, come contattarla…

I suoi prodotti vengono montanti su macchine prodotte in tutto il mondo in particolare modo su marchi iconici. Stiamo parlando dei freni della mitica Brembo. Una ditta che rappresenta uno dei fiori dell’occhiello della produzione italiana. Ecco un po’ della sua storia, i suoi numeri, il suo fatturato….

 

Brembo rappresenta una delle eccellenze del “made in Italy” nel mondo. E’ infatti leader del settore nello sviluppo e nella produzione di impianti frenanti per veicoli (dischi, pinze e pompe freno di primo equipaggiamento)m destinati ai modelli dei più prestigiosi costruttori a livello mondiale, tra cui Harley Davidson, Ducati, BMW e KTM. È quotata dal 1995 alla Borsa di Milano dove è presente nell’indice FTSE Italia Mid Cap.

Un incidente alla base dell’inizio del suo successo nel 1964

La storia della Brembo inizia l’11 gennaio 1961, “solo” 58 anni fa, quando Emilio Bombassei e il cognato Italo Breda aprono una piccola officina – la OMdS (Officina Meccanica di Sombreno di Breda e Bombassei) – a pochi chilometri da Bergamo specializzata in lavorazioni meccaniche per conto terzi, con clienti come Alfa Romeo o Pirelli.

Un camion che veniva dal Regno Unito e trasportava dischi freno per l’Alfa Romeosi capovolse danneggiando il suo carico. Cosi la Casa del Biscione chiese alla OMdS di riparare i componenti. I vertici dell’azienda, che nell’arco di pochi anni cambierà nome in Brembo, si accorsero che i dischi freno inglesi non erano molto sofisticati e proposero all’Alfa Romeo di essere loro a realizzarli. E così nacque questo grande sodalizio.

Risale al 1970 il primo brevetto registrato dalla Brembo: è un nuovo sistema di montaggio delle pastiglie che permetta alla pastiglia di rimanere attaccata ai pistoni della pinza evitando così il contatto con il disco dopo la frenata. Nel 1972 è invece la volta del 1° sistema frenante per motociclette che comprende pompa freno, pinza e disco freno. L’impianto viene montato prima dalla Moto Guzzi V7 Special e in seguito dalle Laverda.

L’incontro con la Ferrari nel 1975

A metà degli anni ‘70, il desiderio di cimentarsi nel mondo degli sport motoristici, caratterizzati da applicazioni più impegnative rispetto agli usi quotidiani, porta Brembo alla prima partnership con Ferrari, Al riguardo ha raccontato Emilio Bombassei: “Enzo Ferrari non era certo una persona facile, eppure la mia incoscienza giovanile ha probabilmente fatto breccia. Prima di allora noi eravamo una realtà come altre, ma grazie a lui e alla fiducia che ci ha dato siamo riusciti a fare un grande passo avanti. Noi sapevamo di poterci meritare questa occasione e ce l’abbiamo messa tutta per dimostrarlo.

“Essere un fornitore della Ferrari significa avere una medaglia di grande valore sul petto e ne abbiamo fatto un vanto che ci ha dato forza nel mercato. Col tempo il rapporto con la Ferrari si è via via consolidato: noi dobbiamo tanto alla Ferrari, ma abbiamo saputo ripagare con il massimo impegno questa fiducia”.

Negli anni ’70 l’azienda bergamasca fornisce i dischi freno per il campionato di Formula Uno e, in seguito, con MV Agusta per il Motomondiale. Da segnalare che nel 1984 iniziò la produzione di freni in carbonio per la Formula Uno.

 

LEGGI ANCHE >>> Ecco perché potrebbe essere il momento giusto per investire in Ferrari

L’entrata nella Borsa di Miliano nel 1995

E’ del 1995 la quotazione di Brembo Borsa di Milano, l’anno successivo apre lo stabilimento messicano di Puebla, per servire il mercato nordamericano. La crescita internazionale di Brembo non si arresta e nel 2000 acquisisce l’azienda britannica AP Racing Limited (specializzata nella produzione di freni e frizioni per auto e moto da corsa) oltre a siglare una partnership con la svedese SKF per sviluppare sistemi elettromeccanici “brake-by-wire”

Entra inoltre nell’enorme mercato cinese grazie alla joint-venture con Yuejin Motor Group e acquisisce la Marchesini, leader nella produzione delle ruote in magnesio per le moto da corsa.

Il sistema Brembo in carboceramica si aggiudica nel 2004 il prestigioso premio Compasso d’Oro (assegnato per la prima volta ad un componente automotive) e sempre nel 2004 vede la luce la Brembo Ceramic Brake Systems per produrre dischi freno in ceramica, oltre a dedicarsi alla ricerca su nuovi materiali.

Nel 2005 Brembo diventa fornitore Harley-Davidson; nel 2007 nasce il parco scientifico tecnologico Kilometro Rosso mentre è nel 2010 la nascita di Bybre in India, l’azienda del Gruppo focalizzata sui sistemi frenanti per moto e scooter di cilindrate inferiori a 600cc. Nel 2012 la società lombarda si espande ancora di più nel mercato nordamericano grazie alla fornitura di freni per il campionato IndyCar.

“Non accontentarsi mai”, la regola d’oro di Brembo

“Non accontentarsi mai”. E’ questo il mantra che ha portato la Brembo a diventare un gigante del settore e a potersi confrontare contro altri colossi.

Al riguardo fondamentale è l’esperienza maturata in Germania che soprattutto da una realtà come Porsche, dove, entrata in punta di piedi, la Brembo è diventata fornitori unico dell’iconico brand..

La Brembo è infatti riuscita, prerogativa questa tipicamente italiana, a trasformare un pezzo banale come un disco freno in un pezzo di design. Baste l’esempio appunto di Porsche che impiega dischi con pinze rosse o gialle.

Un continuo sviluppo tecnologico…

In passato ci volevano almeno cinque anni per sviluppare un nuovo prodotto, oggi alla Brembo basta la metà del tempo e con maggiori garanzie di qualità e durata.

La società ha avuto la capacità di capire gli effetti della globalizzazione e la necessità di investire sempre di più in ricerca e sviluppo. Per questo è nato nel 2006 Kilometro Rosso, un Parco Scientifico Tecnologico, voluto proprio dal Patron di Brembo che ospita aziende di grandissimo livello, attività di produzione hi-tech, centri di ricerca e laboratori. Il nome deriva dalla lunghezza della facciata della struttura che costeggia l’autostrada A4.

Oggi i freni della ditta bergamasca sono sostanzialmente prodotti nelle due sedi di Stezzano, presso il Parco Scientifico Tecnologico Kilometro Rosso, e di Meitingen T, in Germania.

Quanto fattura e come contattare Brembo?

Il fatturato del 4° trimestre del 2020 è stato di 648,7 milioni di eruro. In crescita del 4,5 per cento e con utile netto di 64,8 milioni (+17,5 per cento).

Per contattare la società esiste un numero gratuito: 0356052576. Si tratta di numero di telefono gratuito gratuito da cellulare e da numero fisso e raggiungibile dall’estero.

Gestione cookie