Calo mutui secondo trimestre 2022: la crisi economica pesa sul futuro dei giovani

In base al report pubblicato da Banca d’Italia si è registrato un calo mutui secondo trimestre 2022, come effetto diretto della crisi economica.

Nel corso del secondo trimestre del 2022 i finanziamenti chiesti per l’acquisto di un’abitazione sono stati 15.754. Stando ai dati riportati nel report pubblicato da Banca d’Italia, si è registrata una diminuzione di oltre il 5% rispetto allo stesso periodo del 2021.

Calo mutui secondo trimestre 2022
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Si tratta di un fenomeno perfettamente in linea con l’andamento mondiale. Anche negli Stati Uniti è stato registrato un calo delle domande di mutuo pari al 1,7%, mentre è stata registrata una diminuzione dei rifinanziamenti pari a -86% rispetto allo stesso periodo dello stesso anno.

Si tratta di dati allarmanti che rappresentano perfettamente il peso specifico che la crisi economica esercita, soprattutto, sul futuro dei giovani.

Calo mutui secondo trimestre 2022: il report di Banca d’Italia

Sebbene lo sviluppo del mercato risulti solido ed è strutturato, nell’ultimo trimestre Banca d’Italia ha registrato un calo delle richieste di finanziamento per l’acquisto di un’abitazione. Il fenomeno è stato spiegato dal presidente di Kiron partner Spa, Renato Landoni, chi ha chiarito alcuni punti.

“Analizzando nel dettaglio i dati relativi alle erogazioni possiamo evidenziare una crescita nel semestre del 5% proprio delle operazioni a supporto di un acquisto immobiliare, mentre calano (-70%) le operazioni di surroga e sostituzione, il cui peso sul totale delle erogazioni si sta riducendo ed è arrivato a toccare nel secondo trimestre del 2022 il 3,7%. Il fenomeno della crescita del mercato della sostituzione e della surroga aveva sostenuto le erogazioni durante la fase di sviluppo della pandemia, anche in virtù dei tassi ai minimi storici. Ora stiamo assistendo ad una nuova fase che è più strutturale e saldamente legata alla crescita delle compravendite immobiliari.”

Quali sono le prospettive per il futuro?

Nei primi mesi del 2022 gli indicatori dell’area euro avevano mostrato una ripresa economica che faceva ben sperare. Tuttavia, l’invasione della Russia in Ucraina, la crisi energetica e la conseguente crisi economica hanno considerevolmente rallentato l’economia.

Secondo le stime degli esperti nei prossimi mesi dovremmo assistere ad una contrazione dell’economia globale e nazionale, che proseguirà anche nei primi mesi del 2023.

Senza considerare che ad incidere notevolmente sulla fiducia delle imprese e dei consumatori, c’è anche l’instabilità politica che sta caratterizzando la maggior parte dei paesi occidentali.

Eppure con l’attuazione del PNRR e l’arrivo di nuovi flussi di liquidità dovrebbero essere favoriti investimenti nelle infrastrutture del paese. E, dunque, dovrebbe arrivare nuova linfa per il mondo del lavoro.

Per questo motivo, è auspicabile che in futuro la situazione relativa ai mutui per l’acquisto di una prima casa possa nettamente migliorare. Soprattutto, se si tiene conto che i tassi di interesse, seppur lontani dai minimi storici, sono anche lontani dei massimi. In sostanza, in base alle condizioni attuali del mercato immobiliare, è possibile affermare che è ancora conveniente acquistare un’abitazione in questo periodo rispetto al passato.

Un altro aspetto fondamentale, che sicuramente ha influito sul calo dei mutui, è la scadenza degli incentivi o, sarebbe meglio dire, delle politiche di credito che danno l’opportunità ai giovani di acquistare la loro prima abitazione.

La speranza è che il nuovo Governo Meloni possa prorogare le misure, che finora hanno permesso a migliaia di giovani italiani di coronare il sogno della loro prima abitazione principale.

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