I cani di grossa taglia comportano responsabilità non da poco. La giurisprudenza si è espressa spesso, in merito: i dettagli da non sottovalutare
Quando si decide di adottare un cane, non lo si dovrebbe mai fare a cuor leggero. Uno dei dibattiti più attuali e che più degli altri è destinato a far discutere è quello che contrappone l’adozione di un cucciolo o di un adulto da un canile o l’acquisto di una razza da un allevamento. Qualcuno, infatti, sostiene che data la grande quantità di cani randagi e abbandonati che vivono nei canili sia ingiusto andare a spendere dei soldi per acquistarne uno di razza.
Di fatto, però, il discorso è complesso ed è sbagliato sminuirlo a una mera questione “emotiva”. Innanzitutto, anche i cani di razza e quindi d’allevamento hanno bisogno di una famiglia che li adotti; in secondo luogo, spesso chi si orienta sull’acquisto di una specifica razza è perché, per qualsiasi motivo, ha bisogno di sapere già in anticipo le caratteristiche fisiche e caratteriali di quel cane, vantaggio che adottando dal canile non si ha. Un discorso importante, però, è quello della taglia: al di là della razza, infatti, se ci si orienta su una taglia grande si va incontro a determinate responsabilità, che sono da conoscere.
Per taglia grande, si intende un cane con un peso compreso tra i 35 kg e i 45 kg ed un’altezza tra i 50 cm e i 70 cm. La dimensione, ovviamente, non è sinonimo di pericolosità poiché tutto dipende dall’indole dell’animale e, soprattutto, dall’educazione che ha ricevuto e dal rapporto che ha con il suo padrone; di fatto, però, la giurisprudenza è colma di casi che riguardano i cani di queste dimensioni. Ne è un esempio il reato di omessa custodia di animali: per non rischiare di esserne accusati, l’animale deve trovarsi in un luogo privato e recintato e tale ambiente dev’essere idoneo ad evitare che il cane possa autonomamente sottrarsi al controllo del padrone.
Altra casistica, invece, è quella della tentata estorsione, accusa mossa nei confronti di una persona che, entrata in un negozio con un cane di grossa taglia e di indole aggressiva, ha chiesto con enfasi al commesso dei beni specifici. Il cane, in questo caso, può essere visto come mezzo tramite cui il padrone vuole far paura e quindi estorcere ciò che vuole alle persone con cui entra in contatto.
In tema di lesioni colpose derivanti dai morsi di cane, il proprietario o la persona che ha l’obbligo di custodire gli animali è colei che deve ritenersi responsabile: non è quindi necessario che questa sia l’effettiva proprietaria dell’animale, ma chiunque in quel preciso momento avesse in mano il guinzaglio o comunque dovesse controllare il cane.
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