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Casalinghe, finalmente una buona notizia: dall’Inps un nuovo aumento, anche senza contributi

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Finalmente una buona notizia anche per le casalinghe che hanno passato la vita a badare alla casa e ai figli: anche per loro sta per arrivare un aumento dall’Inps, anche se non sono presenti contributi. Ecco tutto quello che c’è da sapere al riguardo.

Senza alcun dubbio, le casalinghe sono delle vere e proprie lavoratrici a tutti gli effetti: passano la vita a badare alla casa e ai figli e il loro lavoro non è riconosciuto. Esse, infatti, spesso non sono mai state occupate e, di conseguenza, non hanno alcun contributo versato ai fini previdenziali.

Tuttavia, questa categoria può comunque accedere al pensionamento: un esempio molto conosciuto sono le pensioni integrative o quella sociale che garantiscono un assegno mensile anche in assenza di un vero e proprio lavoro nel corso della vita.

Anche per loro l’Inps ha previsto un aumento degli assegni in vista degli aumenti generali che riguarderanno le pensioni già dai primi giorni del 2022: ecco di cosa si tratta e qualche informazione che potrà rivelarsi utile.

Pensione casalinghe, dall’Inps parte l’aumento anche in assenza di contributi

La Circolare INAIL n.36 del 14 dicembre 2021 ha portato una buona notizia che riguarderà, finalmente, una categoria di pensioni che erano rimaste fuori dagli aumenti previsti dall’Inps. Le casalinghe, infatti, in principio non erano incluse ma a partire dal 2022 riceveranno un aumento nell’assegno previdenziale al pari con tutti gli altri pensionati.

LEGGI ANCHE: Le casalinghe hanno diritto ad un assegno di 337 euro, ma non lo sanno e non lo chiedono

Tali aumenti sono stati la conseguenza di una rivalutazione degli importi previdenziali legata all’aumento del costo della vita. La rivalutazione, infatti, avviene proprio in base all’effettiva variazione dei prezzi dei beni al consumo per le famiglie medie: è l’ISTAT che fornisce tali statistiche ogni anno.

Quanto percepiranno in più: ecco una stima delle cifre

Secondo delle recenti stime, tra il 2011 e il 2020 vi è stata una variazione di circa il 12,47%: tale percentuale ha assorbito anche le rivalutazioni relative all’aumento del costo della vita che si sono susseguite tra il 2013 e il 2020.

A seguito di tutte queste rivalutazioni e variazioni, l’INAIL ha proposto la rivalutazione delle prestazioni economiche erogate. Dunque, sulla base della nuova e ultima rivalutazione le rendite saranno liquidate per un importo di 17448,90 euro. I pagamenti partiranno a partire dal mese di  febbraio del prossimo anno secondo le modalità ordinarie di pagamento delle prestazioni economiche.

Nicola Sabatino

Studente di Banking and Finance presso La Sapienza di Roma, da tempo per passione mi occupo della redazione di contenuti per testate online. Mi occupo di tematiche fiscali e di strumenti di investimento. Creatore di contenuti per la testata Trading.it da oltre un anno.

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