Conti correnti, occhio alla tassa occulta: ecco cosa succederà nel 2022

Lo scenario è da brividi. Una proiezione che di certo non farà fare i salti di gioia ai correntisti di tutto il paese. I dettagli.

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Il prossimo anno potrebbe vedere una stangata non da poco sui conti correnti degli italiani. La situazione che conosciamo di certo non è quella che abita nei conti e nelle dinamiche bancarie italiane. Il momento non è dei migliori e tutto è legato a ciò che nel 2022 potrebbe succedere. Il Governo è al lavoro per abbassare le tasse sulle retribuzioni. Pagamenti mensili che inoltre potrebbero aumentare in ogni ambito lavorativo in virtù di alcuni provvedimenti che sosterranno l’intero impianto. In caso contrario la situazione potrebbe peggiorare rovinosamente. La stima che fa tremare gli italiani, è però un’altra.

Una tassa occulta, pari al 3,1% dell’inflazione che attualmente grava sui conti correnti degli italiani. Ben 35 miliardi di euro. La denuncia è del segretario generale della Fabi Lando Maria Sileoni. Il tutto è collegato alla ripresa economica ed a quelle operazioni citate in precedenza che dovrebbero dare una sterzata decisiva ai conti del nostro paese e non solo. I conti dovrebbero migliorare anche nelle stesse famiglie italiane con un regime fiscale più giusto e misurato. Ciò che potrebbe attenderci nel prossimo anno è quindi uno scenario non del tutto positivo, sperando ovviamente che tutto ciò non si verifichi.

Conti correnti: la tassa occulta e la posizione di Sileoni

L’aumento dei tassi di interesse, innescato dalla corsa dell’inflazione, potrebbe rappresentare un problema per i mutui –ha dichiarato Sileoni –faccio una proposta al presidente del consiglio, Mario Draghi, affinché, assieme al presidente dell’Abi, Antonio Patuelli, appena designato per un altro mandato, possa trovare una soluzione volta a porre un tetto, per un anno, sui tassi di interessi praticati dalle banche sui prestiti per la casa.Draghi, ha continuato il segretario generale della Fabi,conosce perfettamente il settore bancario e, se metterà attorno al tavolo, gli amministratori delegati dei principali gruppi bancari italiani, troverà certamente una strada per aiutare le famiglie”.

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La proposta che piace a Sileoni, pur non entrando nello specifico della proposta politica è quella di Carlo Calenda che suggeriva l’abbattimento delle tasse per i lavoratori fino a 25 anni ed il dimezzamento per quelli fino a 29 anni. In questo caso, viene da se, la prospettiva sarebbe completamente diversa e si andrebbe incontro ad un regime fiscale più morbido che non dovrebbe portarci ad enormi sacrifici e provvedimenti rischiosi per le stesse casse degli italiani.

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