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Economia e Finanza

Conto cointestato e decesso, recuperare le somme prelevate è possibile: ecco come

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Recuperare le somme prelevate su un conto cointestato in caso di decesso di uno dei titolari del conto è possibile. Entriamo quindi nei dettagli e vediamo cosa c’è da sapere in merito.

Foto © AdobeStock

Varie sono le occasioni in cui ci ritroviamo a dover mettere le mani nel portafoglio per pagare i vari beni e servizi di nostro gradimento. Una chiara dimostrazione di come il denaro ci aiuti a risolvere un bel po’ di situazioni problematiche.  Allo stesso tempo, vista la sua importanza, non stupisce che proprio il denaro possa spesso diventare spesso oggetto di discussione.

Una situazione che può verificarsi, in particolar modo, in presenza di un conto cointestato, con molti che si chiedono se è possibile recuperare le somme prelevate in caso di decesso di uno dei titolari. Entriamo quindi nei dettagli e vediamo cosa c’è da sapere in merito e soprattutto come comportarsi.

Conto cointestato e decesso, recuperare le somme prelevate è possibile: cosa c’è da sapere

Tra le tipologie di conto corrente più diffuse si annovera senz’ombra di dubbio quello cointestato. Quest’ultimo, ricordiamo, può essere condiviso tra i coniugi, ma anche genitori e figli oppure soggetti non legati da alcun vincolo. Un conto dalle caratteristiche che non passano pertanto inosservate, con molti che si chiedono come funziona in seguito al decesso di uno dei titolari. Ebbene, sull’argomento è intervenuta la Corte di Cassazione attraverso la sentenza numero 4838/2021.

Nel caso finito all’attenzione dei giudici, in seguito alla morte dell’intestatario del conto, gli eredi hanno trovato un saldo pari quasi a zero. In seguito hanno scoperto che i versamenti erano stati effettuati sempre dalla persona deceduta, mentre i prelievi dall’altro intestatario. Da qui la volontà degli eredi di procedere al recupero delle somme prelevate dal cointestatario, dato che ad alimentare il conto era stato solo la persona deceduta.

Ebbene, in base a quanto si evince dalla sentenza della Cassazione: “Dove il saldo attivo risulti discendere dal versamento di somme di pertinenza di uno solo dei correntisti, si deve escludere che l’altro possa, nel rapporto interno, avanzare diritti sul saldo medesimo. La sola cointestazione del conto corrente non costituisce prova della volontà di donare“. In parole povere, quindi, il cointestatario che non ha mai contribuito ad alimentare il conto non può prelevare i soldi versati dall’altro titolare.

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Proprio per questo motivo, nel caso esaminato dalla Cassazione, il cointestatario che ha prelevato i soldi deve provvedere a restituirli agli eredi. A tal fine, quest’ultimi,  una volta in possesso della documentazione che attesti tali prelievi, devono avanzare nei confronti del cointestatario una domanda di condanna alla restituzione. Si tratta, in pratica, di un’azione di rivendica dell’eredità. Questo avviene in quanto il de cuius, se non fosse deceduto, avrebbe potuto chiedere lui stesso all’altro intestatario del conto la restituzione dei soldi impropriamente prelevati.

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