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Pensione, età o contributi? Sono i numeri a dircelo

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Lavoratori spesso in confusione, cosa conta davvero per andare in pensiero età o contributi? Tutte le informazioni utili.

Fondo pensione (Adobe)

Pensione come e quando accedervi, quale conviene. Contano l’età o i contributi. Sono le domande che più che frequentemente gli italiani si pongono considerati anche i repentini cambi ai sistemi, dinamiche e fattori utili per poter godere del pensionamento. I dubbi della maggior parte dei contribuenti riguarda praticamente la modalità da scegliere o che comunque riguarderà loro per andare in pensione. Come precisato le ultime dinamiche politiche non hanno di certo facilitato il compito degli italiani.

Il dubbio quindi è tutto legato a quando considerare la fine del proprio lavoro e godersi la meritata pensione. Il dubbio forte è di quanti al lavoro da prima dei vent’anni vedono andare in pensione persone con meno anni di contributi e spesso, con amarezza se ne meravigliano, la realtà dei fatti è che a determinare il tutto c’è sempre il numero di anni di contributi versati. Quindi se qualcuno che a 18 anni era già attivo nel mondo del lavoro a 56 vede andare in pensione chi ha meno contributi non deve preoccuparsi perchè di sicuro andrà a guadagnare rispetto all’altra persona più assegno mensile più alto.

Pensioni: età o contributi versati, i dubbi degli italiani finalmente risolti

In alcuni casi, ad esempio, si può accedere alla pensione indipendentemente dall’età, come nel caso della cosiddetta quota 41. La misura nel dettaglio riguarda i lavoratori precoci oppure  pensione anticipata ordinaria. Per poter accedere a questo tipo di trattamento non è necessario avere una certa età, ma soltanto aver maturato il numero necessario di contributi. Nel primo caso abbiamo bisogno di 41 anni di contributi, nel secondo caso invece sono necessari per la pensione 42 anni e 10 mesi.

LEGGI ANCHE >>> Come andare in pensione con 15 anni di contributi, non tutti lo sanno

Le forme di trattamento che non tengono conto dell’anagrafica, quindi, esistono e sono le seguenti:

  • la pensione quota 41 dedicata a coloro i quali hanno iniziato a lavorare prima dei 18 anni di età (che richiede almeno 12 mesi di contributi versati prima di compiere 19 anni) e si riconosce in uno dei profili di tutela (disoccupati, caregiver, usuranti, gravosi e invalidi) che al di la dell’età hanno la possibilità di accedere alla maturazione dei 41 anni di contributi
  • la pensione anticipata ordinaria richiede invece 42 anni e 10 mesi di contributi agli uomini e 41 anni e 10 mesi di contributi alle donne, senza dover tenere in nessun modo conto dell’età.

Le possibilità, dunque di non badare all’età esistono, quindi sta al cittadino, in base alla propria singola situazione comprendere cosa possa essere meglio per lui.

Paolo Marsico

Giornalista pubblicista dal 2012 con numerose collaborazioni alle spalle tra carta stampata e web. Appassionato di scrittura e tra le altre cose di cinema, calcio e teatro. Autore racconti brevi, poesie e testi per il teatro.

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