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Economia e Finanza

Cosa accadrà al debito nel 2023? Coinvolti i nuovi BTP

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Il prossimo anno rimane un incognita tutta a svantaggio dei Titoli di Stato; a inizio 2023 per i Btp si prevede un tasso decennale al 5,5-6%.

Le economie dell’area euro resisteranno alla stretta monetaria di Francoforte? Se lo chiede l’agenzia di rating europea.

Redazione Trading.it

Nei prossimi anni la prospettiva dell’area euro è quella di un ulteriore rallentamento sotto la stretta monetaria da parte della BCE per far fronte alle pressioni dell’inflazione. Secondo executive director, di sovereign ratings di Scope Ratings, l’agenzia di rating europea, gli shock sul lato dell’offerta di quest’anno garantiranno un’inflazione ben superiore all’obiettivo del 2% della Bce.

SI sconta così già nel presente una politica monetaria fatta di ulteriori aumenti dei tassi con conseguenti maggiori costi per cittadini, banche e bilancio pubblico. Infatti, mentre l’inflazione incide sull’economia reale, allo stesso tempo i tassi di interesse più alti per contrastarla restringeranno il credito. In questo contesto le grandi economie dell’area dell’euro: Germania, Francia, Italia e Spagna avranno difficoltà a ridurre significativamente il debito. I rapporti debito/Pil rimarranno probabilmente vicini ai rispettivi livelli del 2022.

Le economie dell’area euro e i Governi alla prova del 2023

I costi di indebitamento per i governi non sono più sostenuti dagli acquisti della BCE. Il rischio di recessione sembra più concreto ora che gli acquisti di titoli di Stato su larga scala che avevano garantito la sostenibilità del debito pubblico nell’area dell’euro si stanno scontrando.

I governi dell’area dell’euro, continua l’esperto di Scope Ratings, dovranno adeguare i loro bilanci per contribuire a ridurre gli elevati livelli di debito pubblico. Le stime di Mazziero Research Rimanendo in tema debito, mostrano per fine anno un ulteriore calo del debito pubblico tra i 2.708 e i 2.741 miliardi, rispetto ai precedenti 2.758 miliardi. Questo risultato avrebbe anche una ricaduta positiva nei confronti del Pil 2023, stimato in rialzo dello 0,8%.

Alla necessità di un compromesso tra riforme e tagli della spesa si affiancano le nuove emissioni di debito sovrano. Nel dettaglio le ultime in ordine temporale sono i BTP a breve, medio e lungo termine in emissione il 17 novembre.

I tre nuovi BTP in emissione; caratteristiche, cedole e calendario

Per i tre titoli rispettivamente a tre, sette e tredici anni il calendario prevede una prenotazione da parte del pubblico entro il 10 novembre 2022. La presentazione delle domande in asta sarà da effettuarsi entro le ore 11,00 del 11 novembre 2022, mentre quelle in asta supplementare entro le ore 15,30 del 14 novembre 2022. Il regolamento sottoscrizioni infine è calendarizzato al 15 novembre 2022.

Per quanto riguarda le caratteristiche dei titoli si tratta in primo luogo della terza tranche del BTP di durata triennale emesso il 17 ottobre 2022. Il titolo con codice ISIN IT0005514473 scade il 15 gennaio 2026 e ha una cedola annuale al 3,5%. Il titolo offerto in un range tra i 2,25 e 2,75 miliardi di euro pagherà la prossima cedola il 15 gennaio 2023.

Il secondo titolo di durata superiore è il BTP a sette anni in emissione al 15 ottobre 2022. Il titolo ha perciò un codice ISIN ancora da attribuire e ha scadenza prevista al 15 dicembre 2029. Si tratta di un titolo importante data la ricchezza della cedola pari allo 3,85%. Questa è abbinata a una durata ottimale per superare l’attuale fase di incertezza recuperando negli anni a venire il rendimento decurtato dall’alta inflazione. La data di pagamento della prima tranche del BTP a 7 Anni offerta in un range tra 3,5 e 4 miliardi di euro è prevista per il giorno 15 novembre 2022.

L’ultimo BTP in emissione al 30 aprile 2022 fa parte della categoria BTP Green. Il titolo caratterizzato dagli obbiettivi di sostenibilità ambientale è la seconda tranche con Codice ISIN IT0005508590 e scadenza al 30 aprile 2035. Questo BTP Green offerto con un importo tra 1,5 e 2 miliardi di euro pagherà la sua cedola annuale pari al 4% il 30 aprile 2023.

Andrea Carta

Ha studiato Analisi Tecnica dei mercati finanziari e ha svolto la professione di trader indipendente fino al 2019. Appassionato di letteratura e scrittura creativa, concilia le sue conoscenze ed esperienze scrivendo articoli in tema finanziario, socio economico e politico

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