Uno dei settori maggiormente colpiti dalla crisi scaturita dal post pandemia. Il turismo risente più di altri settori, oggi.
La crisi non si placa e colpisce uno dei settori maggiormente esposti nel corso del mesi immediatamente successivi alla pandemia innescata dal covid. Le chiusure, le restrizioni, la possibilità di spostarsi liberamente hanno chiaramente penalizzato le attività fondate sul turismo, qualsiasi comparto ad esso collegato ha rischiato, praticamente il collasso. Oggi la ripresa, appena pronunciata c’è stata, ma il settore è ancora in forte crisi e per niente fuori pericolo. Il vortice della crisi potrebbe ancora risucchiare parecchie attività.
L’intero settore ha fatturato 10 miliardi di euro in meno con il rischio concreto di tagliare ben 40mila posti di lavoro rispetto all’attuale situazione. Una dimensione, questa, assolutamente inaspettata che porta ad aprire gli occhi con maggiore attenzione su un comparto, che forse insieme a quello della ristorazione è risultato essere quello maggiormente colpito dalle azioni restrittive introdotte dai veri governi per provare a fermare il contagio che in alcuni mesi era diventato assolutamente incontrollato.
Presidente della Federazione Turismo Organizzato (FTO), Franco Gattinoni ha parlato dei dati ISTAT chiarissimi: “Il mese di agosto, che ha segnato un +186% rispetto al 2020, non è in grado di supportato un settore che nel complesso ha perso più dello scorso anno. Con un mercato fermo – continua – per tutelare i lavoratori del turismo organizzato, è urgente prorogare gli ammortizzatori in scadenza”. La situazione, dunque non appare delle migliori, nonostante una ripresa, come anticipato nel periodo estivo appena conclusosi.
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Pier Ezhaya, presidente di Astoi Confindustria Viaggi, ha inoltre ribadito in linea con quanto riferito da Gattinoni della necessità di interventi forti da parte de Governo, tra questi il rinnovo della cassa integrazione. Altro aspetto molto importante è quello di equiparare le regole italiane del settore a quelle degli altri paesi europei. Libertà di campo, libertà d’azione, poter gestire senza affanni momenti di crisi come questo che purtroppo persiste da molti mesi. Il settore è segnato dagli eventi e necessita di una forte scossa, anche per vie istituzionali.
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