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Economia e Finanza

Anche la Croazia dal 2023 utilizzerà l’euro, ci sarà un cambiamento inaspettato per tutti

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La Croazia può essere il prossimo Stato membro ad adottare l’euro. Ecco i motivi della convenienza economica alla base dell’adesione.

Dal prossimo anno e più precisamente da gennaio 2023 il numero di Stati membri che useranno l’euro come valuta ufficiale può arrivare a 20.

La Croazia sembra essere idonea, secondo l’ultimo rapporto della commissione europea a far parte dell’unione monetaria. A riconoscere il Paese ci sono anche il commissario per l’Economia, Paolo Gentiloni; l’adozione dell’euro segna una svolta importante per l’economia della Croazia, l’ultima in ordine temporale ad avere aderito all’Ue.

Dal luglio 2013 in poco meno di dieci anni ha saputo realizzare le circostanze idonee per affrontare un mutamento di conti pubblici e bilancio, dimostrando l’assenza di squilibri macroeconomici. I cittadini croati, dovranno abituarsi a vedere sui portafogli cifre 7,5 volte inferiori a quelle attuali. Il cambio ufficiale, che sarà fissato in luglio, dovrebbe essere di 7,53 kune per un euro. Lo stipendio medio in Croazia è di circa 6,35 Kune, equivalenti a 840 euro.

Quali sono i criteri per includere la Croazia nell’adozione dell’Euro?

A vent’anni dalla nascita dell’euro come valuta fisica il ventesimo membro inizia l’iter di un processo a cui sono vincolati giuridicamente anche: Repubblica Ceca, Bulgaria, Ungheria, Polonia, Romania e Svezia. Stabilità dei prezzi, finanze pubbliche, tasso di cambio e tassi d’interesse a lungo termine; la Croazia è l’unica nazione tra queste che attualmente rispetta i quattro i criteri di convergenza.

La Commissione ha valutato e il Consiglio prenderà la decisione definitiva sull’ingresso della Croazia nell’euro nella prima metà di luglio. A queste faranno seguito i pareri di Parlamento europeo e Bce; la convinzione è che non ci saranno intoppi. Tra gli altri Paesi nell’Unione europea che non adottano l’euro come valuta ufficiale ci sono Danimarca, l’unico Stato membro ad avere un’opzione di esenzione. Oltre questo c’è ancora la Svezia i cui cittadini hanno bocciato l’introduzione dell’euro nel referendum del 2003.

Quali sono gli effetti dell’ingresso della Croazia nell’Euro?

La Croazia ormai da tempo dipende dall’euro, per cui non dovrebbe essere difficile per la sue economia adattarsi positivamente alla  politica monetaria della Banca centrale europea. Il tasso di cambio è sfavorevole, tuttavia in questo modo le difficoltà economiche presenti da almeno vent’anni nel settore industriale croato potranno contare su un meccanismo di risoluzione unico.

Se in Croazia dovesse verificarsi una crisi ancora più grave, il Governo non dovrà fare altro che informare Bruxelles. In questo senso saremo tutti partecipi dell’economia Croata; il Paese ha deciso di aderire all’Euro rinunciare alla presunta sovranità monetaria nonostante le gravi condizioni economiche dell’Unione europea. Da questo punto di vista si può capire perché questo rappresenti comunque un guadagno per il Paese. A causa del deficit di bilancio il suo spazio di manovra per una politica monetaria indipendente è già notevolmente ridotto.

L’adesione all’euro comporterà inoltre la possibilità di ottenere prestiti più convenienti e di accedere più facilmente al mercato finanziario. Il vantaggio è dimostrato anche l’esperienza di altri paesi come quelli dell’Europa meridionale che dopo l’ingresso nell’euro hanno registrato un notevole afflusso di capitali, soprattutto per prestiti.

Andrea Carta

Ha studiato Analisi Tecnica dei mercati finanziari e ha svolto la professione di trader indipendente fino al 2019. Appassionato di letteratura e scrittura creativa, concilia le sue conoscenze ed esperienze scrivendo articoli in tema finanziario, socio economico e politico

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