DAX 30: l’indice delle migliori 30 aziende tedesche. La sua storia, cosa indica e come funziona

Misure le performances delle migliori imprese tedesche. Stiamo parlando del DAX 30: cerchiamo di capire come funziona questo importante indice…

E’ il più importante indice azionario allemanno meglio noto fra gli addetti come DAX 30. Un sigla che indica Deutscher Aktien Index. Misura le prestazioni delle trenta imoprese più liquide e più grandi (in rapporto alla capitalizzazione di mercato e al flottante libero) sul mercato azionario in Germania e rappresenta più o meno l’80 per cento della capitalizzazione di mercato delle imprese che sono quotate nella patria di Goethe.

Le società per azioni che fanno parte di questo prestigioso indice vengono quotate sul Prime Standard della Borsa di Francoforte. Questo indice si basa sui risultati di trading nel sistema  Xetra e viene calcolato quotidianamente.

Che cosa indica il DAX

Questo indice evidenzia sia l’indice dei prezzi pubblicati che le prestazioni. Per quanto concerne i prezzi non si tengono in conto i dividendi. Per quanto attiene alle prestazioni, i dividendi delle aziende presenti nel DAX vengono reinvestiti matematicamente.  Il termine DAX, nel gergo comune degli addetti, si riferisce all’indice delle prestazioni. Per altri indici (come per esempio Euro Stoxx 50) spesso avviene il contrario. Al 31 gennaio 2020 la capitalizzazione di mercato totale del DAX era 1.289,3 miliardi.

Un po’ della sua storia

Il DAX è stato sviluppato con l’Associazione delle borse tedesche, dalla Borsa di Francoforte e dalla Börsen-Zeitung. Fu introdotto il 1° luglio del 1988 e continua ad essere l’indice del mercato azionario, la cui storia risale al 1959. Per il 31 dicembre 1987, è stato normalizzato a 1.000 punti indice.

Inizialmente il DAX non era concorrente ma un supplemento agli indici azionari tedeschi esistenti. Ma nel corso del tempo ha lasciato indietro gli altri indici ed è riconosciuto a livello nazionale e internazionale come l’indice principale per il mercato azionario germanico.

DAX 30: come funziona

I valori di questo indice vengono ponderati in rapporto alla capitalizzazione del mercato di flottante. Quindi il fattore che risulta decisivo è indicato dal valore delle azioni negoziabili liberamente (il cosiddetto flottante) della classe di azioni che sono rappresentate nel DAX.

La proprietà dei maggiori azionisti che hanno il 5 per cento o anche più di tali azioni, non viene considerata nella ponderazione. La proprietà fissa include pure azioni proprie in possesso della stessa società emittente, a prescindere dalle dimensioni della quota. Dall’anno 2006 è stato introdotto un limite massimo: i titoli individuali al massimo possono pesare del 10 per cento sul totale.

Viste le inevitabili variazioni delle partecipazioni azionarie e in particolar modo le variazioni dei prezzi, la capitalizzazione di mercato reale del flottante vive una continua evoluzione. La ponderazione deve essere poi ricalcolata ogni secondo ricalcolo dell’indice in questione in rapporto ai prezzi correnti.

Nel novembre del 2008 la Deutsche Börse ha fissato nuove procedure per combattere le distorsioni del sistema.

Come vengono selezionate le società dell’indice?

Un’azienda per essere ammessa al DAX deve essere elencata nel Prime Standard, negoziata continuamente su Xetra e avere almeno un flottante del 10 per cento (questo limite era del 5 per cento fino a ottobre 2008).

La società, inoltre, deve avere una sede legale in Germania o concentrarsi sul suo fatturato commerciale sulle azioni di Francoforte e un seggio nell’UE. La sede della società può essere sia il domicilio legale che la sede operativa, ovvero la sede della gestione aziendale o amministrativa.

Quali titoli fanno parte del Dax

I titoli che attualmente fanno parte del Dax 30 sono: Adidas AG, Allianz SE, BASF SE, Bayer AG, Beiersdorf AG, Bayerische Motoren Werke AG, Continental AG, Covestro AG, Daimler AG, Deutsche Boerse AG, Deutsche Bank AG, Deutsche Post AG, Deutsche Telekom AG, E.ON SE, Fresenius Medical Care AG & Co KGaA, Fresenius SE & Co KGaA, HeidelbergCement AG, Henkel AG & Co KGaA, Infineon Technologies AG, Deutsche Lufthansa AG, Linde PLC, Merck KGaA, Muenchener Rueckversicherungs-Gesellschaft AG in Muenchen, RWE AG, SAP SE, Siemens AG, Thyssenkrupp AG, Vonovia SE, Volkswagen AG, Wirecard AG.

I comparti  più rappresentati sono le utilities, i beni e servizi industriali, il settore assicurativo, quello automobilistico, quello chimico e quello bancario. Le società di maggior rilievo sono E.On, Allianz, Siemens, Deutsche Bank e DaimlerChrysler.

Quali sono stati i valori più alti raggiunti dall’Indice DAX nella sua storia?

Nel processo di negoziazione il top è stato raggiungo con: 13.596,89 il martedì 23 gennaio del 2018. Per quanto concerne la base del prezzo di chiusura il massimo si è registrato con: 13.559,60 il martedì 23 gennaio del 2018. Durante il trading la vetta è stata toccata con l’indice a: 6.410,38 il martedì 7 novembre del 2017.

Conviene investire sul DAX 30 ?

In linea generale si potrebbe rispondere alla domanda in maniera affermativa. È infatti sconsigliato investire “azienda per azienda”, in quanto l’andamento potrebbe discostare dal Dax 30, poiché fare trading direttamente sull’indice significa investire in un portafoglio già diversificato, ponderato e ottimizzato per ottenere il massimo rendimento.

L’investimento nel Dax Index è molto più semplice, perché i fattori in campo saranno molti meno, in quanto un indice stabile e forte come il Dax subisce molte meno influenze dai fattori esterni, e soffre di molta meno volatilità grazie all’alta liquidità e volumi delle contrattazioni giornaliere.

L’indice è anche considerato rifugio sicuro in caso di instabilità dei mercati finanziari. Il rendimento del Dax è quindi sempre altissimo, e sfruttabile al meglio grazie al trading.