Decreto luglio, taglio cuneo fiscale e busta paga più ricca: il piano per gli italiani

Decreto luglio, l’intenzione del presidente del Consiglio riguarda l’approvazione un provvedimento per sostenere famiglie e lavoratori: il punto

Alcuni dettagli circa il piano, l’intenzione da parte del Presidente del Consiglio che riguarda il Decreto Luglio, ovvero l’approvazione di un provvedimento che aiuti famiglie e lavoratori: il problema delle coperture e altri aspetti al riguardo.

Decreto luglio, taglio cuneo fiscale e busta paga più ricca: il piano
fonte foto:adobestock

Sostegno alle famiglie in merito al caro benzile e bollette, un taglio del cuneo fiscale per coloro che guadagnano meno di 35 mila €, questi sembrerebbero essere i punti principali inerenti il decreto che il presidente del Consiglio intenderebbe introdurre nel mese di luglio, a spiegarlo è Sky Tg 24 nel proprio approfondimento.

Tale decreto avrebbe l’obiettivo di confermare alcune delle misure che sono state prese sino ad ora, fino alla fine dell’anno, nell’attesa di renderle strutturali mediante la finanziaria 2023.

Tuttavia, resta il nodo delle coperture, le quali mancherebbero. Si legge che è di circa dieci miliardi di € il costo riguardante il taglio di quattro punti percentuali del cuneo fiscale e degli aiuti alle famiglie. A tal riguardo, 2 miliardi arriverebbero da una ulteriore tassazione sui profitti delle aziende energetiche dal 25 al 30%, che darebbe una mano circa la copertura dei costi del taglio del cuneo. Non vi sarebbero, viene spiegato, il denaro per le altre coperture. Si legge che potrebbe essere disposto un incremento del gettito Iva.

Per quel che concerne la benzina, il Governo sembrerebbe avere le idee chiare, in merito alla conferma dello sconto di 30 centesimi su benzina e diesel, la cui operazione avrà un costo di 1miliardo di € al mese, e dunque saranno sei entro la fine del corrente anno. Una ulteriore previsione al ribasso prevederebbe che la manovra entri in vigore solo per gli ultimi 3 mesi, e dunque con un costo di tre miliardi.

Sul fronte bollette, si legge dell’intenzione di proseguire con lo stesso schema realizzato sino ad oggi. Taglio agli oneri di sistema e sconto sul 5% dell’Iva per il metano domestico che sarà confermato. Il relativo costo sarebbe di 6,5 miliardi di €.

Decreto luglio, taglio cuneo fiscale e busta paga più ricca a settembre: il piano e alcuni dettagli

Sono tanti e diversi gli aspetti che si legano a vario livello all’economia che destano interesse e suscitano attenzione, come ad esempio nel caso della quattordicesima in busta paga: chi la riceve e quando, come si calcola.

In merito al tema in oggetto, come approfondito da Sky Tg 24, sul versante taglio del cuneo fiscale, e viene menzionato Il Messaggero, secondo il quale questo sarà operativo per chi guadagna meno di trentacinque mila € che però già beneficiano di uno sgravio intorno allo 0,8%. Vi è la possibilità che il governo possa decidere di raddoppiarlo, passando all’1,6%, e che lo renda attivo sin da settembre e fino alla fine dell’anno 2022.

Le buste paga sarebbero più ricche di all’incirca 70-80€ in più al mese, e il relativo costo sarebbe pari a 2,5 miliardi di €. Un’operazione questa, si legge, che verrebbe poi resa strutturale mediante la prossima finanziaria.

Il tema e la questione delle coperture potrebbe imporre una revisione al ribasso di tale operazione, che comporterebbe il renderla disponibile soltanto per chi guadagna tra i 15 e i 20 mila €. Non si vorrebbe, da parte del governo, ricorrere ad altro deficit al fine di finanziare le misure, dunque vi è la possibilità che alcune risorse arrivino ad esempio dalla prossima riforma dell’Irpef, si legge.

Sul tavolo del Governo vi è anche la questione che riguarda il bonus 200€ una tantum, presente nel decreto Aiuti per chi percepisce meno di 35 mila €. Sky Tg 24 spiega che per il governo la erogazione è automatica, ma di diverso parere sono i consulenti del lavoro, e secondo quest’ultimi l’erogazione viene riconosciuta in via automatica dal datore di lavoro nella busta paga di luglio previa però “dichiarazione del lavoratore di non essere titolare delle prestazioni di cui all’articolo 32, commi 1 e 18″.

Ciò vuol dire, viene spiegato, che il soggetto che vuole ricevere il bonus deve presentare una autocertficazione la quale sottolinei di come questi non l’abbia ricevuto perché in famiglia non vi sono percettori di Reddito di Cittadinanza e titolari di pensione. Ciò vuol dire che alcune categorie, come nel caso dei pensionati, titolari di RdC, disoccupati Naspi – DisColl, la riceveranno senza necessità di autocertificazioni da INPS. Gli altri avrebbero bisogno di riportare il proprio stato, si legge.

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