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Nuova emissione BTP short term a 2 anni e del BTP€I a 10 anni, occasione da non perdere

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Si chiude un’era per l’Europa, si apre una finestra di rendimenti straordinari sulle obbligazioni italiane con la nuova emissione del BTP short term a 2 anni e del BTP€I a 10 anni.

Anche la Banca Nazionale Svizzera dice addio ai tassi negativi. Si chiude un’era per l’Europa con le obbligazioni italiane che rimangono al centro della scena per gli alti interessi. Con la Svizzera, cade l’ultimo Paese del Vecchio Continente che ancora perseguiva una politica monetaria espansiva.

Redazione Trading.it

Il ritocco è stato di 75 punti base con i tassi d’interesse passati da -0,25% a +0,50%. Dal 2015 fino a tre mesi fa, erano sempre rimasti fermi a -0,75%.

La preoccupazione principale è quella di un eccessivo rafforzamento del Franco che ieri scambiava a 0,96 contro l’euro, il record da gennaio 2015. L’economia svizzera non è alle prese con un’inflazione fuori controllo; i prezzi al consumo nel mese di agosto sono cresciuti del 3,5%, ai massimi dal 1993.

In questo contesto la presidente Christine Lagarde ha sottolineato che la stabilità dei prezzi è prioritaria rispetto alla crescita, facendo presagire ulteriori rialzi. Nella prospettiva di un l’impatto sull’attività economica e sull’occupazione aumentano di conseguenza le differenze su quotazioni e rendimenti dei Titoli di Stato.

Nuova emissione del BTP short term a 2 anni e del BTP€I a 10 anni

È in un simile scenario dove i mercati obbligazionari continuino a essere caratterizzati da volatilità, che l’opportunità per gli investitori è rinnovata con la nuova emissione del 26 settembre 2022. In questa data limite di prenotazione per il pubblico il ministero del Tesoro rende disponibile due nuovi BTP; si tratta del BTP short term a 2 anni e del BTP€I a 10 anni.

Le caratteristiche dei titoli sono perciò da mettere in relazione a una prospettiva di un rallentamento economico che può garantire rendimenti interessanti grazie a un flusso cedolare importante nei prossimi trimestri.

Per quanto riguarda il BTP short term si tratta della settima tranche con emissione il 29 giugno 2022 e codice ISIN IT0005499311. Il titolo con scadenza al 30 maggio 2024 ha una cedola annuale del 1,75%, il cui prossimo pagamento è previsto al 30 novembre 2022. L’importo offerto per questo BTP va da un minimo di 2 miliardi a un massimo di 2,5 miliardi di euro.

L’altro BTP è l’ultimo della serie dei titoli indicizzati all’inflazione. In questo caso si tratta del BTP indicizzato ai prezzi al consumo della zona euro. Il titolo emesso il 15 novembre 2021 con codice ISIN IT0005482994 è l’ottava tranche con scadenza decennale al 15 maggio 2033. La cedola annuale è pari ad appena il 0,10% a cui va aggiunta la compensazione sull’inflazione già acquisita che è superiore al 6,4%. Nello specifico per i BTp€i essa è calcolata in base all’Indice armonizzato dei prezzi al consumo con esclusione del Tabacco, calcolato mensilmente da Eurostat. Per questo motivo questi titoli sono adatti a chi vuole investire in un’ottica di protezione dal rischio, compensando il valore delle cedole anche rispetto all’inflazione europea.

L’importo offerto per questo BTP va da un minimo di 750 milioni a un massimo di 1,25 miliardi di euro.

La data di prenotazione delle domande in asta è fissata per il 27 settembre entro le ore 11,00. Mentre la presentazione delle domande per l’asta supplementare cade il 28 settembre alle ore 15,30; a questo seguirà il regolamento sottoscrizioni il 29 settembre 2022.

Andrea Carta

Ha studiato Analisi Tecnica dei mercati finanziari e ha svolto la professione di trader indipendente fino al 2019. Appassionato di letteratura e scrittura creativa, concilia le sue conoscenze ed esperienze scrivendo articoli in tema finanziario, socio economico e politico

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