I traders più esperti avranno sicuramente sentito parlare di “gap” e “lap”. Cosa indicano e perché bisogna distinguerli?
Quando si effettua un’analisi tecnica dei mercati finanziari è impossibile non imbattersi nelle parole “gap” e “lap“. Si tratta di termini legati a specifici modelli di prezzo che possono crearsi sui grafici.
In particolare, il gap è lo spazio vuoto che si crea tra il prezzo di chiusura e il prezzo di apertura, il massimo o il minimo del giorno seguente. Lo spazio vuoto serve a comprendere le dinamiche del mercato all’interno dell’analisi tecnica. Distinto dal gap è il lap; imparare a riconoscere questi parametri è fondamentale per effettuare analisi di trading approfondite e accurate.
Il gap si ha quando, su uno specifico strumento finanziario, l’apertura odierna è maggiore del massimo del giorno precedente (gap up) oppure, al contrario, quando l’apertura odierna è minore del minimo registrato nel giorno precedente (gap down).
Graficamente, dunque, le barre (o candele) dei due periodi considerati non si sovrappongono e si crea un “vuoto“, ossia un’area di prezzo in cui non sono stati effettuati scambi. La causa principale dei gap sono squilibri improvvisi di domanda e offerta, per esempio quando c’è una notizia importante a mercati chiusi. I gap che vengono analizzati graficamente sono quattro:
Il lap è una variante del gap e ha come parametro la chiusura. Il lap, infatti, si determina nel momento in cui l’apertura odierna è maggiore della chiusura precedente (lap up) e, al contrario, quando l’apertura odierna è minore della chiusura precedente (lap down).
I lap possono essere notati facilmente nei grafici intraday. L’elemento principale che li distingue dal gap è il secondo termine di paragone. Entrambi partono dall’apertura di una candela ma, mentre i gap valutano i massimi o i minimi della candela precedente, i lap considerano la chiusura della candela precedente. A differenza dei gap, i lap possono essere usati anche per i trading di brevissimo periodo.
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