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Goldman Sachs da il via libera per il “Buy” su questi titoli tecnologici

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Secondo le indicazioni di Goldman Sachs alcune aziende del settore tecnologico sono in grado di tornare a performare in questo periodo.

Le aziende del settore tecnologico sono spesso sottovalutate nei periodi di incertezza economica. Esse scontano rapidamente le aspettative, l’entusiasmo o la delusione degli investitori per le promesse di innovazione.

Il settore tecnologico è uno dei più volatili del comparto azionario. Nonostante ciò, gli esperti di Goldman Sachs, sono convinti che ci siano alcuni titoli in grado di performare e difendere il portafoglio dalle perdite. Alcuni di questi titoli hanno caratteristiche di profittabilità sul lungo periodo e una lunga storia di solidità patrimoniale.

Microsoft: il primo dei titoli tecnologici giudicati con un “buy” da Goldman Sachs

Nell’elenco dei titoli tecnologici giudicati con un “buy” da Goldman Sachs rientrano soprattutto società attive nel settore dei software. Tra quelle che sono in grado di cavalcare il trend della trasformazione tecnologica c’è Microsoft. Il primo dei quattro titoli segnalati da Goldman Sachs è un vero e gigante del settore. Secondo la banca d’investimento, Microsoft ha una delle storie finanziarie più affidabili.

La Microsoft Corporation, è una delle più note multinazionali tecnologiche, non solo nel settore software, ma anche nell’elettronica di consumo, personal computer e servizi. Il price target di Goldman Sachs per Microsoft è 365 dollari, circa il 30% in più rispetto ai 280 della chiusura del 18 aprile. Di recente Microsoft ha spostato le sue attenzioni anche sul Metaverso e sul settore 5G, mentre tra i settori più importanti dal punto di vista degli introiti ci sono Microsoft Officer e il business del cloud computing. L’azienda è in grado di diversificare le sue entrate grazie alla pubblicità del suo motore di ricerca Bing, dei videogiochi con Xbox, dei social network con LinkedIn e del settore della telefonia mobile con Windows Phone. Il valore del titolo è crollato negli ultimi sei mesi del 7,5% ed è cresciuto di circa il 10% rispetto ai valori dell’ultimo anno.

Salesforce è il secondo “buy” tra i tecnologici segnalato da Goldman Sachs.

Fondata nel 1999, salesforce.com è una società di software basata su cloud con sede a San Francisco, in California. Con una capitalizzazione di mercato di 216,6 miliardi di dollari è una società che secondo gli analisti di Goldman Sachs si prepara a ripetere in questo periodo le sue performance cicliche. La società al momento ha un rendimento negativo record con una perdita negli ultimi sei mesi maggiore del 35%. Nonostante questo secondo Goldman Sachs entro i prossimi tre anni Salesforce diventerà il secondo più grande operatore software secondo solo a Microsoft. Il potenziale rialzista è sostenuto da una crescita costante dei suoi valori patrimoniali con un target di prezzo maggiore dell’80% e pari a 340 dollari.

Le alternative da considerare in attesa del ritorno alla stabilità della situazione internazionale

I mercati hanno chiuso in ribasso la settimana breve che ha portato alla festività di Pasqua, con un preoccupante report sull’inflazione e la pubblicazione degli utili da parte delle grandi banche. Nonostante questo altri titoli tecnologici del settore digitale hanno possibilità di nuovi incrementi di prezzo. Tra questi Disney e Tesla.

Tra le ultime novità della casa automobilistica i diversi servizi di streaming video come Netflix e Hulu presenti nelle sue vetture, a cui si aggiunge con l’ultimo aggiornamento il tanto atteso Disney+. Questo aggiornamento permetterà di creare una sinergia tra i servizi delle due aziende.

Nel primo trimestre Tesla ha registrato entrate pari a 18,76 miliardi e un utile netto di 3,32 miliardi di dollari, contro i 438 milioni di dollari di un anno fa. Cresciute oltre le attese anche gli utili per azione pari a 2,86 dollari.  Le entrate sono aumentate così dell’81%, con una rapida espansione per quanto riguarda la produzione di veicoli elettrici, nonostante i continui problemi alla catena di approvvigionamento.

Andrea Carta

Ha studiato Analisi Tecnica dei mercati finanziari e ha svolto la professione di trader indipendente fino al 2019. Appassionato di letteratura e scrittura creativa, concilia le sue conoscenze ed esperienze scrivendo articoli in tema finanziario, socio economico e politico

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