In base ai dati raccolti da CNA Lombardia, il caro energia schiaccia le imprese italiane. Gli effetti sono spaventosi.
La crisi energetica ha colpito in modo pesante sia le imprese che le famiglie. In base ai dati raccolti dal “Centro studi sintesi” del CNA Lombardia, quest’anno le imprese hanno dovuto fare i conti con un aumento dei costi dell’energia elettrica pari al 215%, rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Per non parlare degli aumenti che riguardano il gas metano.
Le indagini fotografano la situazione imprenditoriale lombarda, una delle più grandi aree industriali del paese. Dunque non si tratta di una situazione a sé stante, ma di una condizione che riguarda tutta la nazione.
A quanto pare le imprese lombarde assorbono il 76% dei consumi elettrici dell’intera Regione. A seguire c’è un 17% che riguarda i consumi domestici, un 5% che riguarda i servizi pubblici e l’1% che rappresenta il consumo nel settore dell’agricoltura.
Con ogni probabilità la situazione è su per giù la stessa anche su scala nazionale.
La crisi energetica che ha investito l’Italia e tutta l’Europa ha provocato un aumento di costi dell’energia elettrica che incide notevolmente sul tessuto imprenditoriale. Dopotutto, il fabbisogno energetico maggiore fa riferimento proprio all’attività imprenditoriale. Basti pensare all’impatto negativo che il fenomento avrà sulla stagione sciistica.
Ad ogni modo, l’aumento di costi per l’approvvigionamento di energia elettrica rischia di soffocare le imprese e di ridurre la capacità di spesa dei nuclei familiari. Così come spiegato dal Presidente di CNA Lombardia, Giovanni Bozzini: ” La corsa dell’inflazione ha comportato un drammatico incremento dell’acquisto di beni energetici, pari a 55,6%”.
Dunque a quanto pare, i beni energetici hanno avuto un impatto maggiore dal punto di vista delle imprese nazionali. Come abbiamo detto, sono proprio le imprese ad avere il fabbisogno energetico maggiore dell’intera regione. In base ad alcune stime, nel 2022, pare che le imprese lombarde si dovranno fare carico di spese che superano gli 8 miliardi di euro.
Stiamo, dunque, parlando di un +92%, rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.
Oltre 5,4 miliardi interesserebbero le industrie, mentre i restanti 2,6 miliardi ricadono sulle imprese dei servizi.
Ad ogni modo, il 2022 è stato caratterizzato da un prezzo medio dell’energia elettrica per megawattora pari a 315 euro. Sebbene questo dato possa far strabuzzare gli occhi, non è nulla in confronto all’incremento registrato rispetto al 2021 e al 2020.
Di fatto, il prezzo medio a megawattora relativo all’energia elettrica nel 2022 ha fatto registrare un +215%, sul 2021, e un +751 %, sul 2020.
Per quanto riguarda il gas naturale il tessuto imprenditoriale della Lombardia ha un fabbisogno che rappresenta il 49% dell’intero fabbisogno della Regione. In questo caso, dunque, la differenza con gli usi domestici e i servizi pubblici è decisamente più ridotto.
Dati alla mano: il 39% del gas naturale è utilizzato per uso domestico, l’11% per generare elettricità e l’1% per servizio pubblico.
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