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Incognita Reddito di Cittadinanza: la data da segnare in rosso sul calendario, finalmente scopriremo tutto

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C’è più di un’incognita Reddito di Cittadinanza. Con la caduta dell’esecutivo a trazione pentastellata, in molti si domandano che fine farà.

Il Reddito di cittadinanza è una misura fortemente voluta dal Movimento 5 Stelle. Lo scopo del sussidio è quello di offrire un’entrata mensile per 2 anni, alle persone che sono alla ricerca di lavoro e non hanno alcun guadagno. Nel frattempo, è previsto che il percettore di Rdc si iscriva alle liste presso i Centri per l’Impiego, che si occuperanno di trovargli un’occupazione.

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Il Reddito di Cittadinanza, nel corso del tempo, si è dimostrato inefficace e poco incentivante. Per questo motivo, il sussisio è finto al centro delle polemiche della campagna elettorale, tanto da essere additato da diverse forze politiche, come una misura inutile e controproducente.

All’indomani delle dimissioni del Governo Draghi e in vista delle elezioni d’autunno, c’è più di un’incognita sul Reddito di Cittadinanza. Sarà modificato dal nuovo esecutivo? Le risorse impegnate per l’Rdc saranno destinante ad altri progetti di pubblica utilità?

Per ora c’è di certa solo una data, da segnare in rosso sul calendario, perché potrebbe essere il nodo cruciale per capire cosa accadrà al sussidio.

Incognita Reddito di Cittadinanza: la data da ricordare

La campagna elettorale è ormai entrata nel vivo e le forze politiche di centro-destra, che hanno mal digerito l’introduzione dell’Rdc, si sono subito scagliate all’attacco della misura. In questi giorni, i vari Salvini e Meloni, non fanno altro che puntare il dito contro il sussidio, elencando tutte le inadeguatezze di un sistema che poteva e doveva funzionare meglio.

Dai sondaggi, pare che ci siano molte possibilità che il prossimo esecutivo del Bel Paese sia di centro destra. Dunque le loro “minacce” di modifica e abolizione dell’Rdc sono concrete.

Tuttavia, anche le forze politiche di sinistra sembrano essere poco convinti dall’Rdc, così com’è impostato in questo momento.

Il leader di Azione Carlo Calenda ha già fatto sapere che intenderebbe riformare l’istituto, rendendolo più funzionale ed efficace. Mentre Matteo Renzi, il leader di Italia Viva, ha proposto un referendum per chiedere agli italiani cosa intendono fare con la misura, spingendo per la sua abolizione.

La data da segnare in rosso sul calendario è il 25 settembre, quando dovrebbero esserci le elezioni politiche.

Il problema dell’Rdc

Ascoltando i leader politici, il problema che riguarda il Reddito di Cittadinanza non la misura in sé, che oggettivamente ha dato una mano a milioni di italiani in difficoltà. Ma l’incognita Reddito di Cittadinanza riguarda l’incapacità dell’istituto di far incontrare la domanda di lavoro con le offerte.

Nonostante, l’Rdc sia nato proprio con lo scopo di aumentare l’occupazione e contrastare la povertà e le disuguaglianze, pare non aver funzionato. Lo dimostrano i dati ISTAT che parlano di milioni di posti vacanti, soprattutto stagionali, a fronte di tantissimi percettori che restano a casa a percepire il reddito.

Anche i dati dell’INPS sottolineano come questa misura sia quantomeno da rivedere. Pare, infatti, che:

“Nel 2021, oltre l’80% dei soggetti che hanno percepito il sussidio è risultato non avere avuto alcuna posizione lavorativa nello stesso anno. Inoltre, quei soggetti che in assenza del Reddito di Cittadinanza avrebbero lavorato potrebbero essere scoraggiati ad accettare un lavoro oppure incentivati a ridurre le ore di lavoro prestate o ancora a cercare soluzioni di lavoro totalmente o parzialmente sommerso”.

Floriana Vitiello

Aspirante giornalista. Si occupa della stesura di articoli per il web da oltre 5 anni. La scrittura è la sua più grande passione. Dopo diversi progetti editoriali in veste di Ghostwriter, approda su Trading.it e si dedica all’elaborazione di testi riguardanti pensioni, fisco e tasse. Impegnata in diversi progetti editoriali.

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