Incremento pensione minima: esiste un metodo che in molti non conoscono

Per ottenere l’incremento pensione minima e ricevere un assegno di 651,51 euro al mese, occorre che sussistano specifiche condizioni anagrafiche e reddituali.

Il valore delle pensioni minime è estremamente basso e difficilmente riesce ad offrire un’adeguata indipendenza economica al percettore. Non a caso, questo argomento così delicato è utilizzato in campagna elettorale, con promesse che, spesso, sono quasi irrealizzabili.

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In ogni caso, esiste un metodo conosciuto con il nome di incremento al milione che permette di innalzare il valore dell’assegno della pensione minima. Pur trattandosi di una maggiorazione minima permette di raggiungere una cifra leggermente più alta pari a 651,51 euro per 13 mensilità, in presenza di determinati requisiti.

Come funziona l’incremento pensione minima?

Il cosiddetto incremento al milione è una maggiorazione della pensione minima che permette di raggiungere un valore dell’assegno paria a 651,51 euro, per tredici mensilità. Per accedere a questa opportunità occorre avere più di 60 anni di età ed essere affetti da un’invalidità civile totale, essere sordi o ciechi civili a partire dai 18 anni d’età.

Per l’anno 2022 l’importo previsto per la pensione minima è pari a 368,58 euro al mese. Dunque, per i percettori di pensione d’invalidità, la rivalutazione fatta a gennaio 2022, prevede un aumento di 291,69 euro. Dunque i soggetti invalidi civili ottengono un assegno totale di 660,27 euro.

Coloro che, invece, hanno un’invalidità civile accertata inferiore al 100% dovranno attendere il compimento del sessantesimo anno di età per poter chiedere il cosiddetto incremento al milione.

Più in generale, l’incremento al milione non è altro che una maggiorazione sociale che spetta ai pensionati over 70 che sono titolari di una prestazione previdenziale o assistenziale inferiore al milione delle vecchie lire. Attualmente, la suddetta cifra, corrisponde a circa €660. Essa è riconosciuto a tutti i titolari di trattamenti previdenziali a qualsiasi titolo ed erogati dall’assicurazione generale obbligatoria e dai fondi sostitutivi ed esclusivi.

L’aumento è riservato anche ai titolari di prestazioni assistenziali agli invalidi civili totali. In ogni caso, per ottenere la maggiorazione occorre aver raggiunto un’età anagrafica di almeno 70 anni.

Per poter godere della maggiorazione il pensionato deve avere un reddito annuo inferiore a 8.590,27 euro. Per i beneficiari coniugati e non effettivamente separati occorre rispettare un limite reddituale più alto, che non deve essere inferiore a 14.675,70 euro.

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Sono esclusi dal computo del reddito: la casa di abitazione del pensionato o del coniuge, le pensioni di guerra, l’indennità di accompagnamento, l’importo aggiuntivo e trattamenti di famiglia.

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