STAR, un indice dalle grandi performances. Come essere ammessi e i segreti del suo successo

E’ l’indice della Borsa Italiana che ha fatto registrare i migliori risultati in un anno difficile come il 2020. Lo STAR merita di essere conosciuto per capire i segreti del suo successo.

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Il segmento STAR (Segmento Titoli Alti Requisiti) del mercato MTA di Borsa Italiana nasce nel 2001 per valorizzare le PMI (Piccole e medie imprese) con caratteristiche di eccellenza e per aumentare la loro visibilità verso gli investitori italiani ed esteri.

Tali società beneficiano della visibilità offerta da Borsa Italiana (es. STAR Conference di Milano e Londra) e di un maggior riconoscimento da parte degli investitori rispetto alle altre quotate di dimensioni paragonabili. E gli investitori istituzionali, italiani e esteri, come anche i piccoli risparmiatori, apprezzano la qualità del segmento STAR e delle società quotate.

Che aziende possono far parte dell’indice STAR?

Il segmento STAR del Mercato MTA di Borsa Italiana è dedicato alle medie imprese con capitalizzazione compresa tra 40 milioni di euro e un miliardo di euro, che si impegnino a rispettare determinati requisiti di eccellenza in termini di: alta trasparenza ed alta vocazione comunicativa. Alta liquidità (35 per cento minimo di flottante). Corporate Governance (vale a dire l’insieme delle regole che determinano la gestione dell’azienda) allineata agli standard internazionali.

Un indice dalle grandi performances

L’incontro tra servizi di visibilità e best practice ha dato il via a un circolo virtuoso che è in grado di attrarre capitali domestici ed internazionali e generare significative over performance dell’indice STAR.

Lo Star si conferma come un segmento ricco di aziende di qualità e di opportunità per gli investitori. Anche un anno difficile come il 2020 (e il 2021 sta confermando, per ora, questo trend), ha visto l’indice Star battere i benchmark nazionali e internazionali. In cinque anni lo Star è quasi raddoppiato contro il 26 per cento del Ftse Mib e del Ftse Mid Cap e il 33 per cento dell’Eurostoxx 600. STAR ha chiuso l’anno con una performance del +14,1 per cento mentre l’indice generale, il Ftse Mib, ha perso il 5,4 per cento.

Ecco perché l’indice STAR sta andando a gonfie vele…

La principale spiegazione di questa crescita è sua stessa composizione. Il settore bancario e quello dell’Oil & Gas sono sottoposti a trend secolari molto sfidanti e sono quelli che hanno performato peggio nel 2020, con una perdita del 24 per cento per il primo e di oltre il 21 per cento i secondi, se guardiamo ai dati degli indici settoriali europei.

Sono due settori che nell’indice Ftse Mib pesano per il 18 per cento e il 10 per cento circa, rispettivamente, mentre sono pressoché assenti nell’indice Star, dove tra i primi dieci titoli per performance troviamo sei titoli di aziende ad alto contenuto tecnologico.

I motivi della sovra – performance dell’indice Star nel 2020 sono, quindi, da ricercare nella forte esposizione del segmento a trend di crescita strutturale che sono stati addirittura accelerati dalla pandemia, quali la digitalizzazione dei processi produttivi e di vendita di molti settori economici. Proprio in questo ambito operano alcune delle società più performanti nell’anno dello Star.

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Il sostegno di Borsa Italiana con le Conferences STAR

Borsa Italiana sostiene continuamente, nel corso degli anni, la visibilità delle Società STAR nei confronti degli Investitori Istituzionali, in particolare con le tappe delle STAR Conferences che portano le aziende quotate a presentarsi alla comunità degli investitori istituzionali internazionali nelle piazze di Milano e Londra.

Incredibilmente le società di gestione del risparmio non hanno creato nessun ETF legato a questo indice, nonostante sia il migliore di piazza affari. Ricordiamo che gli exchange-traded fund sono un tipo di fondi d’investimento quotato in borsa. Sono a responsabilità limitata per i soci che vi partecipano con la compravendita di azioni. Hanno la peculiarità fondamentale di essere a gestione passiva siccome si legano a un indice azionario/indice borsistico preesistente o simili.

Sicuramente un emittente che creasse un ETF su questo indice potrebbe attrarre molti investitori ed è abbastanza incredibile che non sia ancora stato fatto, soprattutto adesso che le aziende di tale indice rientrano nei piani di bonus fiscale dei PIR (è un acronimo che significa Piano Individuale di Risparmio. È rivolto a tutti i privati che desiderano investire i propri risparmi in titoli italiani, ottenendone dei profitti e supportando, contestualmente, l’economia nazionale.)

Una possibile scelta è quella di selezionare un fondo di investimento PIR che punti direttamente alle aziende quotate sul segmento Star o acquistare direttamente i titoli migliori dello stesso Star.

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