Investire con la promessa di un rendimento a scadenza predefinita, ecco a cosa fare attenzione

Per quanto sia positivo l’incoraggiamento ad assumere una prospettiva di investimento in ottica di lungo o medio periodo, gli investimenti vincolati o a scadenza predefinita, possono rivelare alcune insidie.

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Un esempio di investimenti a scadenza predefinita sono i fondi data target.

Esistono numerose soluzioni di investimento che riguardano direttamente fondi attivi o passivi o investimenti su titoli legati al loro valore. Esistono anche investimenti più strutturati che necessitano un vincolo del capitale al fine di poter ottenere un rendimento.

La scadenza predefinita dai fondi data target consente all’emittente di avere un capitale vincolato su cui maturare eventuali interessi di cui potrà beneficiare anche l’investitore. Sarebbe più appropriato parlare di un vero e proprio vincolo, necessario per sostenere il modello di vendita. Una delle prime insidie da verificare quando si investe su prodotti con un vincolo temporale minimo è quello di capire che questo non sia solo un modo per garantire un controllo dei flussi in entrata e uscita.

La banca o il consulente finanziario vende il fondo al cliente, la società che gestisce il fondo, che spesso è lo stesso istituto finanziario addebita una commissione di collocamento. In questo modo oltre a disincentivare la liquidazione dell’investimento, si mette al riparo dal rischio di perdere la somma anticipata al collocatore, se diverso dall’istituto finanziario stesso.

A cosa fare attenzione in un investimento con capitale vincolato

Sfruttando il vincolo temporale del fondo, preleva tramite le commissioni la somma distribuita al collocatore diluendola nel tempo. L’investitore si trova un capitale vincolato anche da penali o commissioni di uscita, che possono nascondere in modo perfetto questo tipo di meccanismo. Una delle formule più utilizzate è quella che associa le commissioni di uscita alla durata dell’investimento. Tanto più manteniamo il capitale investito, tanto minori saranno le commissioni applicate in caso di uscita, fino ad azzerarsi al termine predefinito.

Uno dei vantaggi per gli investitori è quella di accedere ai mercati finanziari affidando il capitale a un esperto, in grado di allocare l’investimento su una serie di asset in modo ottimale. Esso viene o dovrebbe essere diversificato in relazione alla propensione al rischio e agli obbiettivi patrimoniali del risparmiatore.

Fondamentalmente egli desidera mettere a frutto un capitale che non utilizza per valorizzarlo o almeno mantenere il suo potere d’acquisto compensando l’inflazione. Per questi motivi il risparmiatore è più propenso ad accettare investimenti con un rendimento prevedibile. O almeno con un prospetto che combini un vantaggio sul lungo periodo con una fine predefinita.

Come funzionano i fondi a scadenza predefinita o Data Target

I Fondi a Scadenza Predefinita, in inglese Target Data Funds, costituiscono una fonte di reddito a flusso periodico. Esso confluisce nelle tasche del risparmiatore con cadenza mensile, trimestrale, semestrale o annuale. Essi sono caratterizzati da un periodo di sottoscrizione iniziale e una durata prefissata, alla scadenza della quale il capitale si trasforma in liquidità.

La gestione dei fondi a scadenza prefissata può prevedere un rendimento fisso oppure variabile. Nel primo caso al risparmiatore viene riconosciuto un profitto prefissato nel contratto di gestione, slegato dall’andamento degli asset di investimento. Questi tre elementi sono una variabile vincente nella preferenza dei risparmiatori. Una seconda delle insidie e degli errori da evitare quando si sottoscrive un investimento con capitale vincolato, è stabilire se il vincolo è effettivamente legato alle performance degli asset. Se è vero che questi hanno bisogno di un certo tempo statistico di maturazione, il rendimento del titolo può non essere giustificato dalla sua durata. In un caso simile significa che sta venendo compensato quasi sicuramente a nostro svantaggio.

Cosa controllare quando l’investimento ha un orizzonte temporale predefinito

La chiarezza di un orizzonte temporale definito e l’assenza di indeterminazione devono essere giustificate dalla variazione media del valore degli asset sottostanti, in un periodo di tempo significativo. Gli investimenti e i fondi a scadenza predefinita possono prevedere l’investimento obbligazionario oppure una componente azionaria. In entrambi i casi bisogna fare attenzione a cosa accade se il rendimento sottoscritto è superiore a quanto realmente realizzato nell’investimento. Questo potrebbe venire compensato ricevendo indietro una parte del capitale iniziale, riducendo così l’ammontare disponibile per gli investimenti successivi.

A questo si deve sommare e verificare il costo di gestione annuo e le commissioni di performance in caso di variazione superiore a quelle prospettate in fase di sottoscrizione. In definitiva tanto maggiori sono le garanzie offerte negli investimenti, tanto più è possibile che ci siano conflitti di interessi, tra chi crea e vende tali prodotti di investimento e chi li sottoscrive.

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