Assegno ordinario d’invalidità e pensione anticipata: gli importi per chi li riceve

Per i titolari di assegno ordinario d’invalidità l’accesso alla pensione anticipata deve sottostare ad alcune particolari condizioni: ecco di cosa si tratta e quali sono gli importi per chi la riceve.

 

Coloro che, a causa di una disabilità o di una particolare patologia, hanno una capacità lavorativa ridotta hanno diritto a percepire l’assegno ordinario d’invalidità. Tale misura è attribuita a coloro che hanno ridotte di almeno due terzi le proprie facoltà lavorative.

Secondo la normativa vigente, i titolari di tale assegno non possono accedere a nessuna forma di pensionamento anticipato tra quelle esistenti. Tuttavia, questa possibilità non è del tutto a loro preclusa: infatti, si può godere della pensione anticipata qualora si rinunci all’assegno d’invalidità. 

Ecco come fare e quali saranno gli importi per gli appartenenti alla categoria che riceveranno la pensione anticipatamente.

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Assegno ordinario d’invalidità e pensione anticipata: come si fa a riceverla? Ecco cosa c’è da sapere

Secondo la Legge in vigore, coloro che ricevono un assegno ordinario d’invalidità non potranno andare in pensione prima del previsto usufruendo delle possibilità a disposizione. Costoro, infatti, ricevono un assegno mensile a causa della propria parziale inabilità al lavoro: tale assegno, al compimento dei 67 anni verrà automaticamente trasformato in pensione d’invalidità a seconda dei contributi versati. 

Tuttavia, non tutto è perduto: una buona soluzione per godere del pensionamento anticipato consiste nel non rinnovare l’assegno ordinario d’invalidità alla sua scadenza. L’accesso alla pensione, dunque, necessiterà solo di 41 anni di contributi versati e 12 mesi di contributi prima del compimento dei 19 anni d’età. 

In questo caso, la pensione che verrà intascata dal soggetto sarà d’importo superiore rispetto a quella che si riceverebbe per vecchiaia continuando a percepire l’assegno ordinario.

In questo caso abbastanza intricato, un semplice esempio potrebbe chiarire di molto la confusione generata. Eccolo di seguito.

Un esempio per chiarire le idee al riguardo

Facciamo l’esempio di un lavoratore dipendente che guadagna 2000 euro lordi al mese e che in un anno versa 8580 euro di contributi. Mettiamo anche il caso che tale individuo percepisca un assegno ordinario d’invalidità che non ha rinnovato per un intero anno per poter, poi, ottenere la pensione anticipata.

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In questo caso, tale anno contributivo versato senza l’aggiunta dell’assegno d’invalidità, andrebbe ad incidere in diversa misura sull’importo previdenziale che riceverebbe al mese.

Nel caso in cui, infatti, vi fosse applicato un coefficiente di 4,399%, egli riceverebbe all’anno 377 euro in più. Ancora, nel caso in cui, invece, vi fosse applicato il coefficiente più alto e quindi quello del 5,575%, il pensionato riceverebbe ben 478 euro in più all’anno.

Un anno contributivo, dunque, può incidere di molto sugli importi che si riceveranno in un futuro pensionistico.

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