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Borsa e Mercati

100 dollari investiti nel 2002 in Apple valgono oggi in portafoglio 50 mila dollari

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Le azioni USA hanno registrato un rally dall’inizio del secondo semestre, le spinte delle trimestrali hanno ridimensionato le preoccupazioni sugli effetti recessivi.

I mercati stanno guadagnando nonostante l’inflazione e le incertezze internazionali.

Stock.Adobe

C’è un titolo a Wall Street che sta richiamando l’attenzione degli investitori; Apple, dopo una prima fase dell’anno negativa, da giugno quasi annullato le perdite dei sei mesi precedenti con le quotazioni che promettono nuovi rialzi.

Le borse a livello globale hanno subito importanti perdite nel primo semestre e il rally nell’ultima settimana ha generato perdite su S&P 500 sul Nasdaq e sul Dow Jones. Nonostante tutto dalla fine di giugno le azioni tecnologiche hanno invertito il trend, interrompendo la discesa; tra queste Apple è tra i titoli che hanno recuperato più velocemente.

La corsa dei prezzi delle quotazioni di Apple e l’espansione prevista in Vietnam

Apple ha registrato un record di rialzi che negli ultimi 20 anni ha moltiplicato esponenzialmente il valore delle azioni. Chi avesse avuto la pazienza di comprare 100 azioni nel 2002 e attendere fino a oggi si troverebbe in portafoglio un valore di 17.500 dollari con un investimento di appena 32 dollari.

Apple (AAPL), quotata sul Nasdaq, ha raggiunto un prezzo record a gennaio di 183 dollari toccando il suo massimo storico; successivamente nei sei mesi successivi il titolo ha perso circa il 25% arrivando intorno ai 129 dollari ad azione. Attualmente le quotazioni si trovano a 172 dollari vicine al record di prezzo precedente.

La forza dei prezzi non sembra intaccata dall’avvicinarsi del massimo precedente, il primo segnale della prosecuzione della tendenza oltre questo livello si avrà alla sua rottura e alla chiusura sopra quota 175 dollari. Il nuovo obbiettivo di prezzo può essere la soglia psicologica dei 200 dollari; tutto dipenderà anche dalle tendenze sui mercati internazionali e dai risvolti della politica economica Usa.

Nel frattempo, i mercati attendono i dati di Eurozona e Regno Unito; domani verranno pubblicati il PMI che mostrerà l’andamento dell’attività commerciale nella zona euro attraverso la stima della fiducia dei consumatori. L’aspettativa è un nuovo minimo storico, ciò significa che dati diversi verranno considerati positivi anche se all’interno della tendenza negativa.

Così anche il Regno Unito pubblicherà i dati PMI con la Banca d’Inghilterra che ha avvertito della possibilità di una recessione di 15 mesi a partire dalla fine di quest’anno. La BoE ha già aumentato i tassi di interesse sei volte da dicembre, ma l’inflazione non ha smesso di salire raggiungendo il 10,1% a luglio.

Per quanto riguarda Apple la società proprio in questi giorni ha firmato un memorandum d’intesa dal valore di 300 milioni di dollari con lo sviluppatore vietnamita Kinh Bac City. Il fine è quello di diversificare e aumentare la produzione nel Paese. La nuova fabbrica dell’azienda taiwanese, su un genererà 30.000 nuovi posti di lavoro. La mossa segue l’iniziativa di Foxconn ha cominciato la produzione test di Apple Watch nel nord del Vietnam.

Andrea Carta

Ha studiato Analisi Tecnica dei mercati finanziari e ha svolto la professione di trader indipendente fino al 2019. Appassionato di letteratura e scrittura creativa, concilia le sue conoscenze ed esperienze scrivendo articoli in tema finanziario, socio economico e politico

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