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Investire 100.000 euro in BTP: ecco quanto ti porti a casa in 10 anni

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Hai mai pensato che i tuoi soldi fermi sul conto corrente, invece di stare lì a marcire, potrebbero garantirti un’entrata costante per dieci anni?

Non serve essere esperti di finanza per capire che, in un periodo come questo, la stabilità conta più della spettacolarità. C’è un investimento che sta tornando sulla bocca di molti italiani: sicuro, prevedibile e con un rendimento netto che può davvero fare la differenza.

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Il suo nome è già familiare, ma la versione di oggi ha qualcosa in più. E qualcuno, come Vincenzo, ha deciso di metterlo alla prova con i suoi risparmi.

Vincenzo ha 45 anni, un impiego stabile e una certa diffidenza per gli investimenti troppo aggressivi. Però ha anche 100.000 euro sul conto e una domanda fissa in testa: “Vale la pena lasciarli lì a perdere valore?”. Dopo qualche ricerca, si imbatte in un’opzione che gli suona rassicurante: investire in titoli di Stato a 10 anni. Il BTP che attualmente offre il miglior rendimento netto sembra fatto apposta per chi, come lui, cerca certezze più che sorprese.

Il bello di questa scelta? Non serve stare tutto il giorno a controllare i mercati. Basta capire come funziona e decidere se fa al caso proprio. Vincenzo ha fatto i suoi conti e ora guarda al futuro con un’ottica diversa.

Il miglior BTP a 10 anni: quanto rende su 100.000 euro

Il BTP più interessante oggi ha un prezzo di 96,96, con un rendimento effettivo netto a scadenza del 3,32%. Vuol dire che, se Vincenzo investe 100.000 euro, alla fine dei 10 anni avrà incassato circa 33.200 euro tra cedole e guadagno sul capitale. Non male per un titolo definito “tranquillo”.

Il miglior BTP a 10 anni: quanto rende su 100.000 euro-trading.it

Le cedole, pagate ogni sei mesi, garantiranno a Vincenzo un’entrata regolare e prevedibile. Inoltre, comprando il titolo sotto la pari (a 96,96), incasserà a scadenza il 100% del valore nominale, realizzando anche un guadagno sul capitale. Il tutto con una tassazione agevolata al 12,5%, molto più bassa rispetto ad altri strumenti finanziari.

Certo, ci sono anche dei contro. Il principale? Se Vincenzo avesse bisogno di liquidità prima della scadenza e decidesse di vendere il BTP, potrebbe trovarsi in perdita, soprattutto in caso di rialzo dei tassi. Ma se l’obiettivo è tenere l’investimento fino al 2035, questo rischio sparisce.

La duration modificata di 8,17 indica la sensibilità del titolo ai tassi d’interesse: un aspetto importante solo per chi vuole vendere prima del tempo. Per chi, come Vincenzo, punta alla scadenza, l’unica cosa che conta è che le cedole arrivino puntuali.

Alla fine, Vincenzo non si è fatto tentare dalle promesse miracolose. Ha scelto la strada semplice, quella che non fa rumore, ma che ogni anno gli mette qualcosa in tasca.

Gerardo Marciano

Laureato in Giurisprudenza con indirizzo economico, ha ricevuto un Premio Internazionale alla Carriera conferito dal Senato Accademico della Facoltà di Scienze Aziendali e Sociali di ISFOA. Collabora e scrive articoli su tematiche finanziarie per numerose riviste nazionali e internazionali. È autore e coautore di oltre 40 eBook dedicati alla storia dei mercati e all’analisi statistica delle loro serie storiche. Negli anni ha partecipato, in qualità di esperto di storia dei mercati e statistica, ai principali eventi nazionali nel settore del trading e degli investimenti. È stato ospite di canali televisivi come Class CNBC, Le Fonti TV, Finanza Now, Money TV, e le sue opinioni sono state riprese da testate nazionali e internazionali, tra cui Avvenire, Il Sole 24 Ore, Alliance News e MF Dow Jones. Ha inoltre partecipato a trasmissioni radiofoniche in Italia e all’estero. È stato Amministratore Delegato e proprietario di Proiezionidiborsa.it fino al novembre 2023, un sito che, secondo i dati di Alexa, per diversi mesi è stato tra i primi posti nella classifica dei siti italiani più letti.

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