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Economia e Finanza

Lavoro notturno, avvicina la pensione? L’aspetto che molti non sanno e sbagliano a non presentare domanda

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Il lavoro notturno non è semplice, ma rispetto alla pensione, la avvicina? Cosa c’è da sapere, alcuni dettagli che molti ignorano: ecco di cosa si stratta

In tanti possono chiedersi se, rispetto al lavoro notturno, vi sono possibili benefici spettanti in tema economico e pensionistico, per quanto riguarda ad esempio il personale sanitario, così come in generale per chi svolge attività lavorativa su turni di notte: alcuni dettagli.

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Anzitutto, quando si parla di lavoro notturno, si fa riferimento ad un tipo di attività lavorativa che si lega ad una fascia oraria, la quale va dalle ore 24 alle 5 del mattino, a spiegarlo è InformazioneOggi.it.

In genere, vi è una retribuzione maggiore al confronto di quello diurno, e inoltre consente l’accesso alla pensione in anticipo, dal momento che questa modalità di lavoro viene ritenuta “usurante”. Pertanto, vi è l’obbligo per il datore di lavoro del controllo periodico dello stato psico-fisico dei dipendenti che fanno turni di notte. Visto che ciò potrebbe causare scompensi e problemi di salute.

Tale possibilità del lavoro di notte non è infatti qualcosa che può essere svolto da tutti, ma ad essere esclusi sono i più fragili – si legge – come ad esempio i minori di anni diciotto. Oppure ancora le donne gestanti. I soggetti che hanno a cario una persona con gravi handicap (legge n.104/1992). O ancora i genitori che assentono bimbi minori di 3anni.

Lavoro notturno e pensione più vicina: alcuni aspetti e dettagli

Quando si parla di lavoro, in generale, tanti sono gli aspetti che possono interessare, come per esempio legge 104 e turni di notte: agevolazioni e i benefici da conoscere. Tornando al tema, InformazioneOggi.it spiega che coloro che svolgono lavoro di notte conseguono una maggiorazione del cinquanta per cento per quanto concerne il raggiungimento del num. di notti annue le quali sono necessarie per il pensionamento. Con le quote. Di cui al decreto legislativo numero67/2011.

Chi compie attività per almeno 6h nel periodo di notte comprendente l’intervallo tra mezzanotte e le 5 del mattino, ha il riconoscimento in merito alla moltiplicazione di queste giornate per il coefficiente 1,5. Per poter arrivare al num. di turni annui stabiliti per l’accesso in via anticipata alla pensione.

Ad esempio cinquanta giornate lavorative con queste modalità equivalgono, ad esempio, a settantacinque, e permettono l’accesso a benefici di tipo previdenziale.

Nel caso in cui il lavoro notturno fosse stato prestato per più di settantasette giorni l’anno, vi sarebbe la possibilità , si legge, dell’accesso alla pensione a 61anni e 7mesi, insieme a quantomeno trentacinque anni di contributi.

Qualora il num. di giornale annue lavorate fosse pari da settantadue a settantasette – sessantadue anni e sette mesi – trentacinque anni rispetto ai contributi.

Qualora fossero poi tra sessantaquattro e settantuno – almeno 63anni e 7mesi – trentacinque anni di contributi.

Questi, alcuni dettagli in generale. Ad ogni modo è opportuno e bene approfondire ed informarsi su temi ed elementi, così da chiarire eventuali dubbi e saperne di più, anche attraverso confronti con esperti del campo e professioni del settore.

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