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Economia e Finanza

Licenziamento per giusta causa per abuso dei permessi legge 104, lo ha deciso la Cassazione

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Se si usano i permessi 104 per attività personali, si può essere licenziati per giusta causa? Lo hanno chiarito i giudici.

I lavoratori dipendenti che assistono un familiare disabile grave hanno diritto a tre giorni di permesso retribuito al mese, per assolvere i propri doveri di cura e assistenza e, allo stesso tempo, preservare il posto di lavoro.

Licenziamento per giusta causa per abuso dei permessi legge 104, lo ha deciso la Cassazione (trading.it)

L’uso di tale agevolazione, tuttavia, deve avvenire nel rispetto di alcune fondamentali regole, altrimenti si possono incorrere in sanzioni da parte del datore di lavoro, fino al licenziamento per giusta causa. Al riguardo, è intervenuta una recente ordinanza della Corte di Cassazione, che ha chiarito quali sono le attività che il titolare dei permessi 104 può compiere senza operare un abuso.

Abuso permessi 104: occhio a questo dettaglio fondamentale

La Corte di Cassazione ha analizzato il caso di un dipendente licenziato per aver utilizzato in modo improprio i permessi 104, concessi per accudire la madre disabile grave. Per la Corte di Appello, il lavoratore aveva beneficiato di due ore di permesso (dalle 13 alle 15), durante le quali, come dimostrato da prove reperite da un’agenzia di investigazione privata, era uscito in “bicicletta da corsa vestito con abbigliamento sportivo (scarpette, guanti, casco, occhiali)” ed era rientrato alle ore 17.

Abuso permessi 104: occhio a questo dettaglio fondamentale (trading.it)

Il giudice aveva considerato tale condotta come reiterata, perché ripetuta anche nei giorni seguenti, e lesiva delle norme sulla corretta fruizione dei permessi 104, perché diretta a soddisfare “esigenze puramente di svago del lavoratore“. Con l’ordinanza n. 2157/2025, la Corte di Cassazione ha ritenuto infondato il ricorso del dipendente avverso la sentenza di secondo grado. Innanzitutto, i giudici di legittimità hanno specificato che l’uso degli investigatori da parte del datore è
assolutamente lecito se diretto all’accertamento del compimento di atti illeciti del dipendente non relativi all’adempimento della prestazione lavorativa, come un erroneo utilizzo dei permessi 104.

Allo stesso tempo, la Corte ha evidenziato che, in tema di abuso dei permessi 104, la giurisprudenza consolidata ritiene che è possibile il licenziamento per giusta causa se il lavoratore usa tali permessi per svolgere attività differenti dall’assistenza al familiare disabile, perché viola le finalità per le quali è riconosciuta l’agevolazione. Di conseguenza,
se manca un collegamento causale tra l’assenza del lavoratore e l’assistenza al disabile, l’utilizzo dei permessi non può essere ritenuto corretto ma improprio e può addirittura configurarsi un abuso del diritto o una grave violazione dei doveri di correttezza e buona fede verso il datore e verso l’Ente assicurativo che corrisponde l’indennità.

Questo non significa che il lavoratore deve sacrificare completamente la propria vita personale, ma il tempo sottratto al lavoro durante i permessi deve essere destinato in maniera preminente alla soddisfazione dei bisogni del disabile. Se, invece, l’assenza è finalizzata allo svolgimento di attività ricreative per esigenze personali, la condotta è da sanzionare.

Antonia Festa

Sono una giurista, grande appassionata del mondo classico, di letteratura, politica, musica, teatro e cinema, divoratrice di serie TV. Sono socia di una compagnia di teatro amatoriale e ho curato la sezione 'Intrattenimento' per un giornale online, recensendo film e spettacoli televisivi e teatrali. Attualmente, lavoro come web content writer, occupandomi soprattutto di temi di natura previdenziale ed economica, che mi permettono di coltivare e approfondire il mio interesse per il diritto.

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