I 3 fattori chiave per determinare il valore e la forza di un marchio secondo Interbrand

Interbrand è una delle protagoniste della consulenza strategica orientata alla valorizzazione dei marchi.

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La società che opera nel settore da quasi cinquant’anni sta oggi modificando il suo approccio in sintonia con le aspettative dei clienti e i cambiamenti culturali in atto.

Il gruppo di lavoro internazionale è specializzato nell’aiutare i clienti a rafforzare i marchi, con una consulenza che mira a intervenire con tempismo nei momenti decisivi durante tutto l’arco della vita dell’azienda. I risultati di Interbrand sono coadiuvati dalle competenze di Lidi Grimaldi, oggi amministratore delegato, che lavora al fine di associare il marchio ai desideri del pubblico.

I grandi marchi da tempo non sono più dei semplici nomi con cui vengono differenziati i prodotti di uno stesso mercato, ma costruiscono delle comunità integrate con i loro target di riferimento. La rivoluzione attuale vede capovolgersi la logica della relazione tra marca e scelta di consumo. In passato i brand definivano e guidavano le scelte dei consumatori, oggi è molto più vero il contrario.

La carriera di Lidi Grimaldi e l’esperienza nel marketing

Lida Grimaldi da sempre affascinata dal brand, come strumento culturale in grado di trasformare i comportamenti e le relazioni tra le persone, è alla guida dell’ufficio di Interbrand a Milano. Grimaldi inizia la sua carriera come docente e ricercatrice nel dipartimento marketing alla Bocconi School of Management. Dopo cinque anni a contatto con le attività del settore inizia a lavorare per Interbrand nel 2008 ricoprendo ruoli di crescente responsabilità. Collabora attraverso l’azienda combinando competenze strategiche e creative e sviluppando soluzioni finalizzate all’incremento del giro d’affari per realtà multinazionali.

Tra quelle più rilvanti nel panorama italiano TIM, Juventus, Pirelli, Unicef, Samsung, Lavazza, Ferrovie dello Stato.

Come Interbrand può migliorare il vantaggio competitivo delle aziende

Interbrand lavora per fare in modo che i marchi siano sempre più determinanti nell’associazione tra le qualità desiderate dal pubblico e la scelta di consumo. In questo senso si crea un mercato in cui i grandi marchi possono competere direttamente sulla base di un nuovo criterio. Il vantaggio competitivo non si misura più in termini di quantità di prodotti venduti o fatturato, ma sul breve termine in base alla qualità e valori associati all’azienda.

A questo proposito Grimaldi guida tra il 2009 e il 2010 il progetto Brand Valuation e Analytics, con l’obbiettivo di analizzare i molteplici modi in cui i brand influenzano e creano valore economico per l’azienda. Lo studio prende in considerazione tre fattori chiave in grado di determinare i marchi più influenti. Questi sono valutati prendendo in considerazione:

La performance finanziaria dei prodotti o servizi, il ruolo svolto dal brand nel processo d’acquisto, la sua forza competitiva e la sua capacità di fidelizzazione e di sostegno alla domanda nel lungo periodo. Nell’ultima analisi effettuata tra giugno e settembre 2021 tra i Best Global Brands italiani sono risultati in testa Prada, Gucci e Ferrari.

Cosa hanno in comune i migliori marchi italiani?

I tre grandi nomi sono in testa alla classifica perché in definitiva hanno dimostrato di saper comprendere i propri consumatori. In quest’ottica sono riusciti ad anticiparne le aspettative adattando di conseguenza prodotti e comunicazione al nuovo contesto.

La consapevolezza della relazione tra il messaggio pubblicitario e la diffusione di una brand identity aiuta a promuovere scelte di consumo in modo molto più efficace e apre una visione più fluida della concorrenza. I brand oggi si spartiscono un mercato fatto anche dall’influenza che ogni azienda è capace di esercitare sul significato sciale o culturale associato a ogni prodotto.

Le aziende che sono riuscite a crescere con un tasso superiore al benchmark, sono quelle che hanno dimostrato di avere una strategia chiara che prepara anche a cambiare rapidamente rotta, coinvolgendo positivamente i consumatori nel suo percorso.

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L’assenza della consapevolezza di queste dinamiche, può portare a costose campagne pubblicitarie o a investimenti che non sono in grado di creare le tendenze necessarie all’azienda che vuole ottenere un ritorno in termini di fatturato e vendite.

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