Conti correnti e liquidità: dove spostare i risparmi e guadagnare combattendo l’inflazione

Liquidità e conti correnti alla prova dell’inflazione; tre alternative su cui spostare i risparmi per ottenere rendimenti e guadagnare dagli interessi.

Il livello attuale di inflazione annua considerando il dato del 6,7% equivale a una perdita dello 0,56% al mese sulla liquidità che rimane disinvestita sotto forma di depositi infruttuosi o contanti.

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Solamente tra stipendi e conti correnti, gli italiani stanno perdendo qualcosa come 2.500 euro a testa all’anno; 6,8 euro al giorno e circa 208 euro al mese. Perderemo così l’equivalente di una quota di affitto o della rata di un finanziamento. Nonostante l’inflazione sia fonte di preoccupazione per gli investitori, il fenomeno è ancora più deleterio per tutti coloro che preferiscono lasciare i propri risparmi disinvestiti.

Tra i modi più semplici di ottenere un rendimento che riesca a limitare gli effetti dell’inflazione ci sono ad esempio i conti deposito. Se non si ha intenzione di investire o utilizzare i risparmi nei prossimi tre, cinque o dieci anni il conto deposito, libero o vincolato, è la soluzione ideale.

Conto deposito libero o vincolato; due offerte con rendimenti fuori dal comune

Tra le migliori alternative al conto corrente c’è Conto Progetto di Banca Progetto. Il conto deposito offre la possibilità di prelevare le somme depositate con un preavviso di 32 giorni, con un tasso di interesse dell’1,75% fino a dicembre 2022. L’istituto oltre questa data offre la garanzia per i successivi 12 mesi di un interesse del 1,5% e l’assenza già da subito dell’imposta di bollo.

L’alternativa a questa offerta è la soluzione proposta da illimity. L’istituto offre un conto deposito vincolato garantendo rendimenti ottimali su investimenti a breve termine. Con un vincolo di 6 mesi si può ottenere lo 0,7%, per un anno 1,15% mentre per due anni gli interessi pagati arrivano fino al 2%. Illimity offre anche investimenti di più lunga durata; fino a 60 mesi ovvero cinque anni, si ottiene un rendimento sopra la media e pari al 2,75% annuo lodo.

Buoni fruttiferi postali, quali sono i migliori per rendimenti?

Una terza soluzione alternativa per compensare in parte gli effetti dell’inflazione sono i buoni fruttiferi postali, con cedole rinnovate e rendimenti adattati all’attuale contesto di mercato. Alla pari dei conti deposito e dei conti vincolati i BFP offrono una discreta sicurezza con rendimenti minori, interessi a scaglioni e scadenze più lunghe.

Per chi preferisce mantenere investiti i risparmi più a lungo, dei BFP migliori tra quelli offerti da Poste Italiane c’è buono fruttifero 4×4. Il capitale matura con interessi progressivi durante l’arco dell’investimento che arrivano fino al 3% dopo i primi 12 anni. Questi vengono scontati sul capitale investito ogni quadriennio.

Con una durata di 12 anni c’è poi il buono 3×4 ideale per chi ha desiderio di investire senza rinunciare troppo a lungo al capitale investito. Gli interessi vengono corrisposti a scaglioni di tre anni; con il primo triennio si ottiene un rendimento lordo dello 0,75% che cresce fino ad arrivare al 2% nell’ultimo triennio.

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Per investimenti di breve termine con i buoni fruttiferi postali su può optare per il 3×2. Il buono fruttifero permette così di prendere profitto dopo 6 anni. Il rendimento annuo lordo matura ogni triennio iniziando dallo 0,75% dopo il primo e aumentando all’1,75% dopo il secondo.

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