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INPS: Il mal di testa da diritto ad un assegno mensile, ma pochi lo sanno

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Il mal di testa è una patologia molte spesso sottovalutata, ma in alcuni casi e secondo la gravità, da diritto ad un assegno al mese.

Il mal di testa da diritto ad un assegno al mese

La legge ha considerato tra le patologie invalidane la cefalea cronica, il riconoscimento è stato introdotto con la legge 81 del 14 luglio 2020 entrata in vigore dal 12 agosto 2020. Nella norma si legge che la cefalea primaria cronica, è riconosciuta come malattia sociale, se accertata da almeno un anno nel paziente tramite diagnosi effettuata da uno specialista accreditato per la cura delle cefalee. Inoltre, lo specialista deve attestare l’effetto invalidante. Le forme che possono essere considerate invalidanti sono:

a) emicrania continua;

b) emicrania cronica e ad altra frequenza;

c) cefalea a grappolo cronica;

d) cefalea nevralgiforme unilaterale di breve durata con lacrimazione e arrossamento oculare;

e) emicrania parossistica cronica.

Il mal di testa da diritto ad un assegno al mese

Il soggetto che soffre di cefalea periodicamente, chiamata comunemente mal di testa, sa bene che questa malattia è in grado di incidere significativamente sullo stile di vita e sul benessere, fino al punto di pregiudicare la sfera lavorativa.

L’emicrania e la cefalea, in alcuni casa, possono rendere davvero difficile la vita, però, ottenere il riconoscimento di una percentuale di invalidità non è facile, a condizione che la malattia non si presenti in modo grave.

L’ordinamento italiano specifica che sono considerati invalidi civili coloro che siano affetti da patologie tali da compromettere la capacità lavorativa, se in età dai 18 ai 65 anni. Nello specifico la normativa prevede che sono considerati invalidi civili i cittadini affetti da minoranze acquisite o congenite che comportino una riduzione permanente della capacità lavorativa, insufficienze mentali, patologie psichiche.

La riduzione permanente della capacità lavorativa deve essere non inferiore a un terzo. Per il riconoscimento dell’invalidità civile bisogna inviare il certificato medico introduttivo del medico di base. Poi, con il numero di protocollo dell’invio del certificato presentare domanda all’INPS.

L’ente ricevuta la domanda, convocherà a visita l’interessato dinnanzi alla commissione medico legale che dovrà comprovare lo stato di invalidità riconoscendo una percentuale invalidante. In base alla percentuale si possono ottenere dei benefici.

LEGGI ANCHE>>>Invalidità INPS: niente visita di revisione per queste patologie

Percentuale di invalidità e benefici

La Commissione medica INPS stabilisce il grado di invalidità e in base alla percentuale si ha diritto ad alcuni benefici, compreso l’assegno di invalidità mensile. Come ricevere un assegno di 522 euro al mese con una semplice visita medica: in pochi lo sanno

Bisogna precisare che ottenere un grado di invalidità per cefalea non è facile.

Ecco l’elenco delle percentuali invalidanti e i benefici che si possono ottenere:

a) 33% = nessun riconoscimento;

b) dal 46% = iscrizione ai Centri per l’impiego nell’elenco di assunzioni agevolate;

e) dal 33 al 73% = agevolazioni fiscali e assistenza sanitaria;

f) dal 66% = esenzione del ticket sanitario;

g) dal 74 al 100% = prestazione economica (assegno di invalidità corrisposto mensilmente).

Le prestazioni economiche sono erogate dall’INPS in presenza di requisiti reddituali specifici. Infatti, nel 2021 l’assegno di invalido civile è  pari a 287,09 euro per un reddito di 16.982,49 euro annuo (invalido totale), oppure, con un reddito di 4.926,35 annui (invalido parziale).

Angelina Tortora

Giornalista pubblicista iscritta all'Ordine dei Giornalisti della Campania, ragioniera commercialista iscritta all'ordine dei Revisori Legali. Si occupa di tematiche fiscali e previdenziali. Aiuta il lettore nel disbrigo delle pratiche, dalle più semplici alle più complesse. Direttrice della testata giornalistica InformazioneOggi.it, impegnata in vari progetti editoriali e sociali. Profilo Linkedin

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