Maxi agevolazione per gli under 30? La proposta Ungdec potrebbe diventare realtà, ma solo dopo le elezioni

Il presidente dell’Unione nazionale giovani dottori commercialisti ed esperti contabili (Ungdcec) Matteo De Lise ha proposto alle forze politiche, che formeranno il nuovo Governo, un progetto per favorire le giovani generazioni, grazie ad una speciale maxi detrazione o agevolazione.  

Un’idea innovativa lanciata in questi giorni ma destinata a concretizzarsi, eventualmente, soltanto dopo le elezioni politiche che si stanno avvicinando sempre più.

agevolazione
pixabay

Ci riferiamo a quanto proposto dall’Ungdcec, ovvero l’Unione nazionale giovani dottori commercialisti ed esperti contabili: l’idea è quella di una maxi detrazione fiscale a favore dei giovani sotto i 30 anni di età. Lo scopo sarebbe aiutare concretamente i ragazzi dal lato economico, e così contribuire ad evitare le fughe all’estero di chi, scontento delle opportunità e delle regole del nostro paese, preferisce emigrare altrove.

Come funzionerebbe questa agevolazione ad hoc? E quali requisiti sarebbero richiesti per accedere? A queste domande risponderemo nel corso di questo articolo. I dettagli.

Maxi agevolazione per gli under 30: di che si tratta?

Spiegare il funzionamento della misura agevolativa ideata dall’Unione nazionale giovani dottori commercialisti ed esperti contabili (Ungdec) non è complesso, anche perché la proposta è definita da ben precisi punti chiave. Vediamoli in sintesi di seguito:

  • la maxi detrazione varrebbe per i contribuenti fiscalmente residenti nel nostro paese,
  • sarebbe rivolta esclusivamente ai soggetti under 30;
  • per sfruttarla occorrerebbe un reddito da lavoro di qualsiasi tipologia fino a 28mila euro annui.

Saremmo innanzi ad un’agevolazione modulabile, che permetterebbe un reddito imponibile uguale a zero e nessuna tassazione. E’ chiaro che al momento però non c’è il tempo né il modo per discuterne – essendo il mondo della politica in fermento per la campagna elettorale sempre più nel vivo.

Ecco perché la proposta dettagliata sulla maxi detrazione fiscale sarà inviata al nuovo Governo e alle forze politiche, che siederanno in Parlamento dal 26 settembre. L’Unione intende infatti portare avanti in modo condiviso un percorso rapido e in grado di offrire soluzioni efficaci a favore dei giovani. O almeno questa è la linea di cui si fa portavoce il Presidente Ungdec.

Alcuni ulteriori dettagli sulla proposta di maxi detrazione Ungdec

Secondo le indicazioni offerte dall’Ungdec la agevolazione e dunque la detrazione massima sarebbe pari ad un valore di 6.700 euro, con un reddito di 28.000 euro massimi annui – ma l’eccedenza sarebbe tassata secondo le regole ordinarie. In base alle stime effettuate, il costo per le casse statali sarebbe pari a circa 4 miliardi e dunque – secondo l’Ungdec – sostenibile sul piano dei conti pubblici.

Soprattutto, l’Unione dei giovani commercialisti ed esperti contabili ha voluto rimarcare i lati positivi dell’iniziativa, qualora fosse attuata con un provvedimento normativo vero e proprio. I vantaggi dell’agevolazione sarebbero più d’uno, come di seguito riportato:

  • sarebbe favorito l’ingresso (e la permanenza) nel mondo del lavoro da parte degli under 30;
  • l’autonomia economica e finanziaria sarebbe rafforzata;
  • sarebbero incentivati i consumi;
  • sarebbe frenata la fuga all’estero dei giovani italiani.

Non solo. Secondo Ungdec l’introduzione di una tale maxi detrazione contribuirebbe a far emergere l’eventuale lavoro nero, rendendo poco vantaggiose le posizioni irregolari di chi lavora.

La proposta della maxi detrazione rispetta il dettato della Costituzione: l’Ungdec sul punto

Sul piano strettamente giuridico, la proposta in oggetto deve considerarsi del tutto aderente ai principi della Costituzione. O almeno questa è la tesi dell’Unione. Infatti quest’ultima sostiene che la specifica età come requisito d’ingresso per l’agevolazione (under 30) fa parte del quadro delle scelte coperte dalla discrezionalità.

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Mentre il sistema non sarebbe confliggente con il criterio di ragionevolezza, e non andrebbe contro il principio di eguaglianza, ma anzi favorirebbe una sorta di ‘re-equilibrio’ tra generazioni diverse. Chiaramente un meccanismo di questo tipo, basato su un’agevolazione così evidente, altresì favorirebbe l’iniziativa economica privata e il risparmio da parte dei soggetti interessati. Ed in tempi di forti rincari ed aumenti dei prezzi, anche questa non può che essere una buona notizia.

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