Sky: si dimette l’ad Maximo Ibarra, cosa succederà adesso

Annuncio a sorpresa dell’amministratore delegato di Sky Italia. Cosa potrebbe esserci dietro la clamorosa decisione.

Un fulmine a ciel sereno, una decisione che forse qualcuno paventava dopo le ultime vicissitudini di Sky sui diritti nel calcio, ma che nessuno si aspettava con queste modalità e questi tempi. L’amministratore delegato di Sky Italia, Maximo Ibarra, ha deciso di lasciare. La notizia del clamoroso gesto è stata diramata da Stephen van Rooyen, executive vice president e ceo di Uk & Europe di Sky. che ha spiegato:

«Vi scrivo per informarvi – si legge  – che Maximo Ibarra ha deciso di lasciare Sky per affrontare una nuova sfida professionale e resterà in azienda fino a fine luglio».

In questa fase – continua il manager – fino all’individuazione di un nuovo amministratore delegato, la cui ricerca è già avviata, guiderò il lavoro del leadership team con il prezioso supporto di Karl Holmes, COO Europe.

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Sky, si dimette l’ad Maximo Ibarra: una decisione annunciata?

Dalle comunicazioni interne a Sky, si evince che la decisione dell’Ad Ibarra di lasciare l’incarico, sia stata ponderata e frutto di progetti diversi per il futuro. Ma viene da pensare che dietro la ‘resa’ possano nascondersi due mesi turbolenti: marzo e aprile 2021. Mesi nei quali Sky ha dovuto arrendersi alle offerte di Dazn-Tim perdendo di fatto l’esclusiva sulla trasmissione delle partite di calcio di serie A.

Eppure lo stesso manager, all’indomani della disfatta, aveva urlato la sua voglia di ‘vendetta’: Disse al quotidiano Repubblica:  Sky ”ne esce utilizzando i 750 milioni che non abbiamo speso per i diritti della Serie A per altri scopi: acquisto di altri diritti, non solo nel calcio, produzione di nuovi contenuti anche grazie alla piattaforma paneuropea di Sky Studios. E poi con quattro nuovi canali di entertainment con il nostro marchio.

E ancora – aveva detto Ibarra – sfruttando la prevalenza tecnologica: la nostra piattaforma Sky Q non offre una semplice aggregazione di contenuti, ma permette a chi la usa di avere nella sua pagina principale un unico palinsesto che contiene tutto ciò che gli interessa: dai canali della stessa Sky, a operatori Over the top come Amazon Prime e Netflix, a Spotify

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Dunque, nessun segnale di ravvedimento ma la volontà d’investire i soldi del calcio su altre opportunità. Cosa sia successo negli ultimi giorni, per ora, rimane un mistero.

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