Mutuo, dettagli e tassi di interesse: quando la percentuale è fuorilegge

Il mutuo è chiaramente uno degli strumenti maggiormente utilizzati dagli italiani ma non solo per effettuare grandi investimenti.

Mutuo
Mutuo (Adobe)

In un paese come il nostro in cui ancora vige una profonda osservanza di alcune tradizioni vecchie centinaia di anni rispetto al concetto di casa. La casa deve essere di proprietà, su questo non si transige, niente affitto, niente possibilità di cambiare casa dopo un certo periodo. Ogni coppia vicina al matrimonio ma non solo, se in possesso di una certa quantità di denaro ma anche nel caso opposto guarda all’acquisto di una casa come al primo passo assolutamente dovuto da compiere come per l’appunto coppia.

Chiaramente questa visione delle cose non è condivida dalla maggior parte degli italiani ma è comunque, in ogni caso predominante. In ogni caso è giusto considerare quello che è probabilmente lo strumento utilizzato almeno una volta della vita da ogni italiano, il mutuo. L’acquisto di una casa, ma non solo, la ristrutturazione di essa possono portare a richiederne uno presso la propria banca di fiducia. Chiaramente bisogna essere in possesso di alcuni requisiti per ottenere in qualche modo la fiducia della banca.

I requisiti rispondono ovviamente alla condizione del richiedente, un buon lavoro, una entrata sicura e la certezza da parte della banca di poter ricevere indietro il finanziamento eventualmente concordato. Nel caso in cui dovessero sorgere delle difficoltà la banca potrebbe richiedere la presenza di un garante che si faccia carico di una eventuale defezione da parte del debitore in questione. Sul finanziamento accordato dalla banca grava poi il tasso di interesse che può essere fisso o variabile in base alla scelta effettuata.

Mutui: tasso fisso e tasso variabile, le differenze

Le differenze tra tasso fisso e tasso variabile rispondono a logiche riguardanti la fisionomia vera e propria di quella che sarà la percentuale fissa o meno di interessi sulla nostra rata di mutuo. In caso di tasso fisso per l’appunto ci sarà una quota che si ripete fino all’ultima rata, ovviamente concordata. In caso di tasso variabile si andrà invece incontro ad un diverso concetto. Il tasso che varia a seconda dei mercati, come un vero e proprio che può portare eventualmente vantaggi o svantaggi al debitore in questione.

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Il Tasso effettivo generale medio invece è quello che ci da la percezione di un eventuale sfociare in tassi di interesse da veri e propri usurai. Il ministero competente ogni tre mesi emetti il Tegm ed in base a questo con una serie di calcoli si può arrivare facilmente a dedurre la qualità del tasso di interesse importo sul nostro mutuo. Al Tegm va aggiunto un quarto del suo valore più un un ulteriore margine del 4% se questo è effettivamente considerato con un 4%. Il risultato darà vita alla considerazione in merito alla qualità del tasso stesso, un 9% ad esempio potrebbe essere considerato da usurai, con tutto il diritto da parte del debitore di denunciare.

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