NASPI 2022 e diritto al beneficio: occhio a quando si può perdere

In quali casi si potrebbe perdere e potrebbe decadere il diritto a percepire l’indennità di disoccupazione NASPI: casi e dettagli al riguardo

Si tratta di una tematica molto importante, quella inerente la NASPI, al cui riguardo, in taluni casi, si può corriere il rischio di perdere il diritto a percepire l’indennità di disoccupazione: di seguito, quando ciò può accadere e alcuni dettagli a tal proposito.

NASPI 2022 e diritto al beneficio: occhio a quando si può perdere e casi
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Vi sono diversi casi in cui si potrebbe veder decaduto il diritto a percepire la NASPI, come viene spiegato da Business Online, dalla violazione del patto di servizio personalizzato sottoscritto con il cento per l’impiego, sino alla mancata comunicazione a INPS inerente l’inizio di una nuova attività lavorativa in forma autonoma, ad esempio. O ancora, qualora il soggetto disoccupato trovasse ad esempio un nuovo lavoro con contratto di durata maggiore di 6 mesi o a tempo indeterminato.

Prima di entrare nel merito, però, può essere utile soffermarsi su alcuni aspetti generali circa l’indennità di disoccupazione NASPI; anzitutto, tale misura può esser richiesta nel caso di perdita di lavoro involontaria, si legge, ad esempio per licenziamento oppure per dimissioni, ma esclusivamente qualora presentate per giusta causa, e qualora vi siano determinati e particolari requisiti per poterne fare richiesta.

Qualora uno dei requisiti in questione non dovesse sussistere oppure lo si perdesse, di conseguenza verrebbe meno il diritto a percepire il beneficio.

NASPI: quando potrebbe decadere il diritto al beneficio, alcuni casi

Tanti gli aspetti che destano attenzione quando si parla di argomenti inerenti la materia economica, tra cui di certo vi è la NASPI; a tal riguardo, quali sono i cambiamenti, i requisiti per accedervi, gli importi e la questione revoca, aspetti che non tutti conoscono.

Come viene approfondito e spiegato da Business Online, vi sono dunque dei requisiti da soddisfare circa l’eventuale domanda presentare per poter beneficiare della Nuova Assicurazione Sociale per l’Impiego.

Nel dettaglio, si legge: trovarsi in totale stato di disoccupazione per cause indipendenti dalla volontà del soggetto lavoratore; aver maturato almeno 13 settimane di contribuzione nei 4 anni precedenti l’inizio del periodo di disoccupazione; aver svolto attività lavorativa per almeno 30 giorni effettivi nei 12 mesi precedenti l’inizio della disoccupazione.

Qualora uno dei suddetti requisiti non dovesse sussistere non si avrebbe il diritto circa la presentazione della domanda, e si legge da Business Online che vi sono anche dei casi in cui, anche beneficiando del sostengo, questo si  potrebbe perdere.

Nel dettaglio, tale diritto potrebbe decadere qualora: non si presentasse la domanda a INPS entro 68 giorni dal termine del lavoro, dunque chi presenta domanda entro 68 giorni sin dalla perdita del lavoro non perde il diritto a beneficiare dell’indennità; se si violasse il patto di servizio personalizzato sottoscritto col centro per l’impiego; qualora si avviasse una nuova attività lavorativa in forma autonoma e non si comunicasse a INPS il presunto reddito derivante; nel caso in cui il disoccupato trovasse un nuovo lavoro con reddito maggiore di 8mila€ l’anno (nel caso in cui il reddito presunto fosse pari o inferiore di tale cifra, il sostegno continuerebbe, si legge, ma ridotto dell’80%).

E ancora: qualora il disoccupato trovasse un nuovo lavoro con contratto la cui durata fosse maggiore di sei mesi o a tempo indeterminato; se chi percepisse la NASPI raggiungesse i requisii per la pensione di vecchiaia o per andare in pensione anticipata.

Naspi, quando si può perdere il diritto alla misura: alcuni esempi

In merito a quando si potrebbe perdere il diritto a beneficiare della Naspi, si potrebbero prendere in considerazione alcuni esempi, come si legge su Business Online, nel caso in cui un soggetto lavoratore non comunicasse a INPS il reddito annuo previsto e se il rapporto di lavoro subordinato avesse una durata pari o minore di sei mesi, l’Istituto sospenderebbe il sostegno.

Ma, qualora ala durata del rapporto lavorativo avesse una durata maggiore di 6 mesi o si trattasse di un contratto a tempo indeterminato, la Naspi decadrebbe totalmente.

E ancora, qualora un lavoratore restato disoccupato trovasse una nuova occupazione, in tal caso, se questa durasse per un lasso di tempo limitato come il periodo di prova, ai fini di ricevere la NASPI occorrerebbe comunque attendere la fine del periodo di prova ma soltanto per licenziamento, viene spiegato, ovvero se il lavoratore non venisse confermato.

Anche successivamente al periodo di prova, l’erogazione della misura decadrebbe qualora il periodo di prova fosse volontariamente interrotto dal lavoratore, oppure se il contratto fosse rescisso in modo consensuale tra datore di lavoro e lavoratore. Così come anche chi non ricordasse di presentare domanda per ricevere NASPI oltre il termine di 68 giorni dalla fine del rapporto lavorativo, perderebbe il diritto all’indennità, giacché non verrebbero rispettati i termini previsti.

Questi, alcuni dettagli al riguardo. Ad ogni bene è bene ed opportuno che ciascuno si informi ed approfondisca tutti gli elementi e gli aspetti a tal proposito, mediante i canali ufficiali da consultare e attraverso un confronto con esperti del campo e professionisti del settore, soggetti competenti in materia, al fine di chiarire ogni eventuale dubbio e conoscere tutti i particolari e i dettagli da sapere in tal senso.

Qui. sul sito INPS, dettagli in merito alla NASPI: cos’è, a chi è rivolta, come funziona, domanda e altri aspetti.

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