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Obbligazioni Telecom: rendimento straordinario, ma non tutto è oro ciò che luccica

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Nonostante i tassi di interesse anche se ancora per non molto vicini allo zero è facile trovare titoli con rendimenti obbligazionari interessanti. Ma non tutto è oro ciò che luccica.

Tra gli strumenti finanziari più sicuri e ricercati dagli investitori italiani ci sono le obbligazioni. Oltre ai titoli di Stato come i Btp alcuni optano su titoli più rischiosi come le obbligazioni societarie.

Tra le società quotate che offrono un’obbligazione di sicuro interesse c’è Telecom. La società di telecomunicazioni offre in cambio un rendimento lordo eccezionale e pari al 7,75%. Questo significa che Telecom Italia è in grado di garantire un profitto annuo che su un investimento di 10.000 euro è pari a 775 euro.

Il problema dei risparmiatori oggi è l’avversione al rischio a cui si somma la volontà di evitare gli effetti dell’erosione causati dall’inflazione sul capitale. I prezzi al consumo in Italia sono aumentati del 6,5% ma i rendimenti della maggior parte delle obbligazioni sono molto inferiori. Lasciare i soldi sul conto corrente è un errore se non si intende utilizzarli nel breve periodo. La ricerca di investimenti in strumenti sicuri e garantiti sono innumerevoli ed è facile trovare rendimenti obbligazionari molto alti. Se il risultato dell’investimento è garantito dalle cedole periodiche non lo è però il profitto.

Obbligazioni Telecom, cedola straordinaria ma attenzione al vero rendimento

Si consideri ad esempio l’obbligazione Telecom Italia con Isin: XS0161100515. Verrà fuori che il titolo ha un rendimento lordo del 7,75% con un rimborso a scadenza nel gennaio 2033. Se ogni anno Telecom promette un versamento del 7,75% che si somma al capitale a questi vanno sottratte le imposte del 12,5% più il prezzo del titolo che dobbiamo acquistare.

Il prezzo dell’obbligazione al momento è di 115 centesimi, quindi per acquistare 10.000 euro nominali dell’obbligazione di Telecom Italia occorrono 11.500 euro. Una perdita iniziale del 15% che si sconta sugli interessi annuali generando una perdita che se tenuto fino a scadenza sarà del 13% circa.

Chi ha una propensione al rischio bassa o moderatamente bassa e desidera avere la certezza del rendimento, deve impegnarsi ad attendere condizioni di acquisto più favorevoli. In alternativa può entrare subito a mercato e sottoscrivere il titolo considerando di rivenderlo quando e sé il valore nominale dovesse aumentare, recuperando così una parte del capitale che altrimenti non verrebbe rimborsato a scadenza naturale.

Andrea Carta

Ha studiato Analisi Tecnica dei mercati finanziari e ha svolto la professione di trader indipendente fino al 2019. Appassionato di letteratura e scrittura creativa, concilia le sue conoscenze ed esperienze scrivendo articoli in tema finanziario, socio economico e politico

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