Banche, BCE e Nato forniscono un ulteriore spinta al trend

Francoforte scarica sui mercati i miliardi di euro di liquidità distribuita a tassi di interesse sotto la media o addirittura negativi.

I responsabili politici della BCE si stanno avvicinando a un accordo per cambiare le regole su trilioni di euro di prestiti alle banche; una mossa che ridurrà di decine di miliardi di euro i potenziali profitti.

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È vicino l’incontro del 27 ottobre in cui oltre alla nuova stretta monetaria attraverso il rialzo dei tassi di interesse prevederà anche il ritiro del quantitative easing con cui verranno scaricati sul mercato gli oltre 4.900 miliardi di debito in pancia alla BCE.

Continuano a crescere in questo contesto i rendimenti dei titoli periferici dell’area euro; i  Btp si avvicinano al 4,9% mentre lo spread Btp-Bund è arrivato un soffio da 250 punti chiudendo poi a 241.

Il Mef fatica a finanziare la spesa pubblica sempre più onerosa

Fatica il Tesoro a finanziare la spesa pubblica sempre più onerosa per gli alti tassi offerti; per gli ultimi sei miliardi di euro di Bot annuali i Mef ha pagato un interesse del 2,53% un rendimento balzato ai massimi da agosto 2012 durante la crisi seguita alla grande recessione negli Usa. Per vendere i sei miliardi di euro di Bot annuali oggi in offerta, il Tesoro ha pagato il 2,532%: un rendimento balzato di ben 44 centesimi in poche settimane e ora a livelli che non si vedevano in asta da agosto 2012.

Prosegue così il ritiro di tutti gli incentivi all’espansività dell’economia seminando i presupposti per una nuova e più duratura contrazione. L’impatto della riunione del 27 ottobre varrebbe tra i 30 e i 40 miliardi di euro all’anno. Una cifra esigua che però viene scontata nell’immediato dai mercati che valutano più le intenzioni della strategia piuttosto che i suoi effetti sul breve termine.

Nel frattempo, il tasso di interesse dello 0,75% della BCE aumenterà ulteriormente, arrivando vicino al 2% entro la fine di quest’anno. Questo darà modo alla banca centrale di accumulare liquidità insieme agli altri istituti che ne applicano gli interessi. L’incoerenza appare specialmente sul lato politico; le banche accumulano un tesoro mentre l’economia reale entra in recessione.

Pagare gli interessi su queste riserve in eccesso limita la funzione delle banche centrali, impedendo loro di versare denaro nei bilanci nazionali e privando lo stato di entrate vitali. Ciò rischia di esacerbare le tensioni politiche e le critiche rispetto all’autorità centrale della BCE.

La Nato aggiunge un peso all’avversione al rischio dei mercati

Questo inverno l’Ucraina dovrebbe combattere per cercare di riconquistare il territorio sottratto dalla Russia. Tuttavia, adesso il Paese invasore ha riconosciuto le regioni conquistate come parte del territorio russo; ciò significa un attacco diretto alla Russia di un Paese che sta venendo appoggiato in modo indiretto dalle Nazioni Unite.

Presso il quartier generale della NATO a Bruxelles di cui fanno parte circa 50 paesi che forniscono aiuti militari all’Ucraina, l’aspettativa è che Kiev faccia il possibile per proseguire la guerra nella speranza di ribaltare la situazione. Gli ultimi attacchi aerei russi hanno ucciso 19 persone in Ucraina, ferito più di 100 e messo fuori uso le forniture di energia in tutto il paese. La pressione ulteriore della Russia aggiunge nuova urgenza alle richieste di lunga data di Kiev per le difese aeree.

In risposta alle minacce nucleare la NATO ha tenuto questo giovedì una riunione a porte chiuse; il segretario generale delle Nazioni Unite Jens Stoltenberg ha detto che si procederà con l’esercitazione di preparazione in cui le forze aeree della NATO simulano l’utilizzo di bombe nucleari statunitensi basate in Europa con voli di addestramento.

L’esercitazione non è una novità perché si tiene ogni anno, ma alla luce della situazione è un sinistro segnale di un Europa al limite. La NATO ha affermato che affronterà gli attacchi alle infrastrutture critiche degli alleati con una “risposta unita e determinata” e ha già raddoppiato la sua presenza nei mar Baltico e nel mare del Nord.

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