Pensione anticipata per disoccupati: una grande opportunità per ritirarsi a 63 anni

Attualmente è possibile accedere alla pensione anticipata per disoccupati, ritirandosi dal lavoro a 63 anni. Ma attenzione ai requisiti.

In presenza di determinate condizioni, i disoccupati hanno la possibilità di accedere ad una forma di pensionamento anticipato, che consente loro di ritirarsi dal lavoro a 63 anni. Tale riforma pensionistica ha lo scopo di tutelare i soggetti disoccupati, a cui mancano pochi anni per raggiungere la pensione.

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Dopotutto, perdere il lavoro a una certa età rende sicuramente più difficile il reinserimento nel mondo del lavoro, rispetto ad un giovane. Per questo motivo, in Italia, si è deciso di offrire una tutela nei confronti dei disoccupati over 55, mettendo loro a disposizione due forme di pensionamento anticipato.

Così facendo, i lavoratori disoccupati di una certa età possono accedere al meritato assegno di pensione a 63 anni di età, senza dover attendere l’età prevista per la pensione di vecchiaia (67 anni).

Pensione anticipata per disoccupati: scopriamo di cosa si tratta

Un lavoratore disoccupato ad una certa età ha maggiore difficoltà ad essere inserito nel mondo del lavoro, rispetto ad un lavoratore giovane. Per questa ragione, i legislatori hanno introdotto due misure che hanno lo scopo di tutelare i lavoratori disoccupati over 50. L’idea è quella di favorire il pensionamento anticipato di queste categorie di lavoratori in disoccupazione.

Per questo motivo, sono state introdotte due misure: l’Ape sociale e Quota 41. Si tratta di due opzioni che permettono il ritiro anticipato dal lavoro senza dover attendere età prevista per la pensione di vecchiaia. Tuttavia, queste due forme di pensionamento anticipato non sono indirizzate solo in favore dei lavoratori disoccupati di una certa età, ma comprendono un’ampia platea di possibili beneficiari.

L’Ape sociale e quota 41 precoce: un’occasione per i lavoratori disoccupati

L’Ape sociale è una forma di pensionamento anticipato usufruibile dai lavoratori che percepiscono la Naspi. In questo modo, il lavoratore disoccupato, al termine dell’indennità disoccupazione, potrà accedere alla pensione senza dover attendere il raggiungimento del requisito anagrafico necessario per la pensione di vecchiaia, ovvero 67 anni di età.

Così facendo, il disoccupato di una certa età non dovrà necessariamente trovare un nuovo lavoro per raggiungere il requisito contributivo dei 42 anni e 10 mesi di versamenti, effettuati per accedere alla pensione ordinaria.

Dunque, l’Ape sociale permette di tutelare i disoccupati che, immediatamente dopo il termine della Naspi, possono accedere a tale misura di pensionamento. Un’altra opportunità, introdotta anche per i disoccupati di una certa età, è la misura Quota 41.

Sia per l’Ape sociale che per Quota 41 è necessario attendere 3 mesi dall’ultima mensilità di Naspi percepita, per poter effettuare la richiesta di pensionamento anticipato.

Per accedere alla misura Ape sociale è necessario aver compiuto 63 anni di età e aver maturato almeno 30 anni di versamenti contributivi. Questi sono i requisiti minimi necessari per fruire della misura.

Il lavoratore ha la possibilità di chiedere la certificazione del diritto all’Istituto previdenziale. In tal modo, riceverà un certificato che conferma di aver maturato i requisiti necessari per accedere all’Ape sociale.

Per quanto riguarda la misura Quota 41, sono necessari 35 anni di versamenti contributivi effettivi. A questi possono essere sommati anche due anni di contribuzione figurativa, versata durante la Naspi.

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Tuttavia, per accedere a Quota 41 è necessario aver effettuato almeno un anno di versamenti contributivi, prima del compimento del diciannovesimo anno di età. Questa misura è stata introdotta con lo scopo di favorire i cosiddetti lavoratori precoci.

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