Pensione casalinghe, buone notizie: tutte le opzioni da conoscere

Quali opzioni circa la pensione per casalinghe, non lavoratici, con pochi o senza contributi e caregiver: i dettagli al riguardo di seguito

Sono vari gli spunti e gli approfondimenti che possono destare interesse quando si parla di pensione, con le varie soluzioni e le opzioni a seconda dei casi e dalle propria situazione di riferimento: quali possibilità di pensione per casalinghe e non lavoratrici, con pochi oppure senza contributi, caregiver. I particolari a seguire.

Pensione casalinghe: occhio a soluzioni, casi e opzioni che è bene sapere
fonte foto: Adobe stock

Si possono menzionare due opzioni per quanto riguarda le casalinghe e donne non lavoratrici, (dunque non autonome, libere professioniste, P. Iva, oppure dipendenti prezzo aziende pubbliche e private), con pochi contributi oppure senza i versamenti previdenziali, e le caregiver. Nel dettaglio, si fa riferimento alla pensione casalinga coperta dal Fondo presso INPS, e poi da quella sociale.

Ma come funzionano, quali alcuni dei dettagli e degli aspetti, i requisiti a tal riguardo circa l’accesso a tali trattamenti pensionistici per casalinghe e casalinghi e per donne senza contributi.

Pensione e Fondo Casalinghe: iscrizione, a chi spetta, importi, domanda

Desta dunque grande attenzione e suscita interesse il tema inerente la pensione per quanto concerne le casalinghe; qui alcuni dettagli per quanto riguarda il bonus, requisiti e importi da poter approfondire.

Qui invece per sapere in quali specifici casi e nel rispetto delle previste condizioni potrebbero arrivare assegni e rendita mensile da parte dell’INAIL.

Per quanto riguarda il tema in oggetto, come spiegato da PMI.it, vi è la possibilità di iscrizione al Fondo Casalinghe, il “(Fondo di previdenza per le persone che svolgono lavori di cura non retribuiti derivanti da responsabilità familiari”), ideato per caregiver familiari, uomini e donne, casalinghe e coloro che svolgono il lavoro inerente la cura dei componenti della famiglia.

Fondo casalinghe e pensione: come si fa l’iscrizione e a chi spetta

Come si legge su PMI.it, chi non fosse titolare di pensione opere di forme di lavoro retribuito, o anche che lavorano part-time senza la possibilità di maturazione circa la pensione minima, potrebbe versare al Fondo Casalinghe INPS, la cui domanda va fatta online sul sito INPS. Il versamento dei contributi può avere inizio appena si verifica la ricezione dei bollettini.

Si tratta di una prestazione accessibile a donne e uomini iscritti al suddetto Fondo presso INPS.

Una volta raggiunti almeno cinque anni di contributi, vi sarebbe la possibilità di accesso ad una pensione, la quale può essere alternativa ad una pensione di inabilità, riservata a chi ha una invalidità accertata verso qualsiasi attività di lavoro; ad una pensione di vecchiaia, a condizione del compimento di almeno cinquantasette anni di età, oppure sessantacinque qualora i versamenti non siano sufficienti circa la maturazione di un assegno previdenziale pari almeno all’importo dell’assegno sociale maggiorato del venti per cento.

Pensione e Fondo casalinghe: versamenti, importi, domanda

Circa il Fondo casalinghe, viene spiegato che non vi è un importo prefissato per quanto riguarda i pagamenti, tuttavia ad esser richieste un minimo di ventisei euro al mese; un anno di contribuzione viene ottenuto col versamento, all’incirca, di €310.

Qualora i contributi versati non fossero sufficienti per la maturazione di una pensione casalinga, questi, viene spiegato, resterebbero silenti e in sostanza si perderebbero; si legge che tali contributi versati nel Fondo non possono essere impiegati ai fini della ricongiunzione con contributi in altre gestioni, e neanche per la totalizzazione (gratis).

Rispetto agli importi e quanto ammonta la pensione, ciò dipende da quanto viene versato. Con trentacinque anni di contributi minimi, si potrebbe percepire una pensione da 1000€ al mese; in generale, la cifra inerente la pensione è determinata secondo il metodo di calcolo contributivo, considerando anche la rivalutazione periodica fatta dall’ISTAT del PIL.

Il calcolo viene fatto in tal modo: assegno pensione casalinghe = (montante contributivo * coefficiente di rivalutazione) / tredici (mensilità). La richiesta va fatta online sul sito INPS tramite il servizio apposito, dagli iscritti al fondo nel rispetto dei requisiti previsti e richiesti.

Pensione casalinghe senza contributi: chi può chiederla, requisiti e condizioni

Per quanto concerne coloro che per ipotesi non hanno mai lavorato, in determinati casi e condizioni anche a quest’ultimi può spettare una pensione, con l’accesso a quella sociale.

PMI.it spiega che le donne che non fossero iscritte al Fondo Casalinghe o che, anche essendo lavoratici non avrebbero modo di produrre un numero di contributi sufficienti ai fini della maturazione dei requisiti per la pensione, oppure qualora si trovassero senza alcun contribuito, potrebbero avere accesso alla pensione sociale.

Pensione sociale, importi, requisiti e dettagli

In tal senso, in merito ai requisiti si legge nel dettaglio: 67 anni di età, tanto uomini quanto donne; cittadina italiana o di altri Paesi europei, a patto che vi siano iscritte all’anagrafe del Comune di residenza, oppure cittadine extracomunitarie con permesso di soggiorno di lungo periodo; residenza stabile e continuativa in Italia da almeno dieci anni, qualora si soggiornasse all’estero per un lasso di tempo maggiore di ventinove giorni la prestazione sarebbe sospesa per più di 1anno e la pensione sociale sarebbe revocata, si legge; coloro che sono in stato di bisogno compravo da un reddito minore della soglia aggiornata di anno in anno.

La pensione sociale 2022 per donne senza contributi e che abbiano i requisiti stabiliti ha un importo pari a 468€ al mese per tredici mensilità; una somma, si legge, che potrebbe venir integrata con la pensione di cittadinanza, sino ad un massimo di 780€.

Per quanto riguarda l’accesso alla pensione sociale, questa può spettare anche qualora non vi siano contributi, ma soltanto a coloro con reddito minore della soglia massima permessa. Rispetto alla misura piena, questa spetta: senza reddito, se non coniugati; sino ad un reddito di 6.079,45€ all’anno, se coniugati.

La misura ridotta invece, qualora si tratti di: donne coniugate con redditi cumulati col coniuge compresi sino a 12.158,90€; donne non coniugate con reddito personale annuo sino a 6.079,45€.

Questi, alcuni spunti e dettagli al riguardo. Ad ogni modo è bene ed opportuno informarsi ed approfondire le tematiche, i temi e gli elementi mediante un confronto con esperti del campo e professionisti del settore, soggetti competenti in materia, così da chiarire ogni eventuale dubbio, conoscere nel dettaglio le misure, i meccanismi, requisiti, condizioni e tutti gli aspetti importanti da sapere a tal proposito.

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