Pensione donna: cosa fare se mancano pochi contributi per raggiungere il requisito

La pensione donna è stata prorogata ma solo per l’anno 2022 e quindi, le lavoratrici che vogliono aderire all’Opzione donna devono sbrigarsi e fare due conti. 

L’Opzione donna chiamata anche pensione donna, permette alle lavoratrici del settore privato, pubblico e autonomo, di anticipare la pensione di circa 8/9 anni dall’età di pensionabile prevista per la pensione di vecchiaia.

Pensione donna: cosa fare se mancano pochi contributi
Pensione donna: cosa fare se mancano pochi contributi

Questa misura previdenziale, ha creato molte polemiche, prorogata per un altro anno con l’allargamento dei requisiti, permette l’accesso alle nate del 1962 e 1963 con un nuovo calendario. In effetti, con la modifica del fattore temporale del perfezionamento dei requisiti, si è allargata la platea delle donne lavoratrici che possono presentare domanda. Ma cosa succede se mancano pochi mesi al raggiungimento del requisito contributivo? È possibile pagare i contributi volontari? È questa la domanda a cui rispondiamo oggi, in base a due quesiti di due Lettrici.

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Pensione donna: cosa fare se mancano pochi contributi per raggiungere il requisito?

La Legge di Bilancio n. 234/2021 prevede la proroga dell’Opzione donna dal primo gennaio 2022. I requisiti per poter fare domanda di pensionamento con questa misura sono:

a) 58 anni per le lavoratrici dipendenti;

b) 59 anni per le lavoratori autonome;

c) un requisito contributivo di 35 anni.

I requisiti devono essere stati perfezionati entro il 31 dicembre 2021.

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Pagamento dei contributi volontari

Nell’occasione, analizziamo due quesiti proveniente dal Gruppo pensioni:

1) Buongiorno, volevo sapere se per andare in pensione anticipata con progetto donna i contributi mancanti possono essere versati in un’unica soluzione. Nel caso specifico quest’anno compio 58 anni ed ho 30 anni e 6 mesi di contributi. Grazie

2) Buongiorno, mancando due mesi per usufruire dell’opzione donna per il 2022, la legge consentirebbe il versamento volontario dei contributi per questi restanti mesi ad una dipendente del settore industriale privato ?

La risposta è comune per entrambi i quesiti, in quanto, per accedere alla pensione con Opzione donna, il requisito contributivo e quello anagrafico, devono essere maturati entrambi entro il 31 dicembre 2021. Quindi, il perfezionamento di un solo requisito, ad esempio l’età, non è sufficiente per aderire a questa misura.

In riferimento al requisito contributivo, la normativa riporta che sono validi tutti i contributi a qualsiasi titolo versati (obbligatori, da riscatto, volontari, figurativi) ad esclusione dei contributi figurativi accreditati per NASPI o malattia.

Inoltre, questa misura previdenziale è calcolata interamente con il sistema contributivo e quindi, potrebbe risultare penalizzante nei casi in cui la lavoratrice ha avuto una carriera discontinua.

Contributi volontari

I contributi volontari sono utili per perfezionare il requisito contributivo richiesto nelle varie misure pensionistiche. Possono accedere ai contributi volontari i lavoratori che hanno cessato l’attività lavorativa e servono a coprire i periodi che sono scoperti da contribuzione figurativa, nello specifico:

a) coloro che non svolgono nessun tipo di attività lavorativa;

b) il lavoratore che ha chiesto brevi periodi di aspettativa, ad esempio per studio;

c) coloro che hanno un contratto part – time orizzontale o verticale.

Per accedere al pagamento dei contributi volontari, bisogna chiedere l’autorizzazione all’INPS. L’Istituto ricevuta l’istanza, controlla i requisiti e invia i bollettini da pagare al richiedente. L’autorizzazione non decade nel caso il richiedente non versa i contributi volontari, o sospende i pagamenti, in quanto possono essere pagati tranquillamente in un momento successivo. Per l’autorizzazione è necessario che il richiedente abbia versato almeno cinque anni di contributi, a prescindere da quando la collocazione temporale del versamento. Oppure, almeno tre anni nei cinque anni prima della presentazione della domanda.

L’INPS invia quattro bollettini MAV per ogni anno con scadenze trimestrali con i relativi importi.

Conclusione

Entrambi i quesiti delle nostre Lettrici evidenziano che è mancante il requisito contributivo dei 35 anni che deve essere perfezionato entro il 31 dicembre 2021, congiuntamente al requisito anagrafico. Il versamento dei contributi volontari non ha valenza retroattiva, quindi, non serve a perfezionare il requisito nel 2021.

Inoltre, precisiamo che la pensione Opzione donna è una misura sperimentale proroga fino al 31 dicembre 2022. Pertanto, anche versando i contributi volontari, se in possesso dei requisiti sopra menzionati, si dovrà attendere una futura proroga nel 2023 o oltre.

Il Governo, ha stabilito degli appuntamenti con le parti sociali per studiare il nuovo sistema previdenziale che dovrebbe entrare in vigore nel prossimo anno, e attualmente, non c’è certezza di una nuova proroga.

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