Pensione di invalidità: le malattie del sangue che ne danno diritto

Spesso non è ben chiaro quali siano i criteri che fanno in modo che si accedi o meno ad un trattamento pensionistico. Alcuni dettagli.

Malattie sangue
Malattie sangue (Adobe)

Alcune malattie, inizialmente considerate come comuni patologie dagli effetti assai deboli, con il tempo cambiano e diventano qualcosa di molto più serio ed invalidante. Spesso di alcune malattie nemmeno si conosce il relativo percorso, spesso nemmeno si sa a cosa si va davvero incontro, quello che è certo è che in moltissimi casi si può andare verso scenari assolutamente inimmaginati. Scenari che possono portare ad una esistenza fortemente limitata a causa degli stessi effetti della malattia sull’organismo.

Di conseguenza è giusto fare un discorso specifico circa il risultato finale del percorso completo di certe patologie. Tali malattie, risultate dunque invalidanti, anzi, fortemente invalidanti, possono portare come detto a situazioni di assoluta mancanza di autosufficienza. Di conseguenza è ipotizzabile un intervento dell’ente previdenziale che potrebbe arrivare ad erogare un assegno che consenti il sostentamento della persona in questione, impossibilitata, con molta probabilità, al lavoro. L’ente, di fatto, è presente.

Pensione invalidità: quali malattie del sangue consentono di riceverla

Le malattie di cui parliamo in questo caso specifico sono quelle del sangue. Malattie, cosi come spiegato che a volte nemmeno si conosce per bene, che possono sembrare assolutamente gestibili e che invece si trasformano in tutt’altro. Con questo tipo di malattie si ha diritto nei casi più specifici e certificati ad una pensione da 500 euro per 13 mensilità a prescindere dalla precedente condizione economica. Ci sono due casi specifici che ad esempio prevedono l’erogazione di un assegno mensile di circa 515,00 euro.

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Malattie del sangue, nelle forme più gravi che portano ad una condizione di profondo disagio fisico e non solo possono essere la talassemia maior ed all’anemia falciforme, conosciute rispettivamente come morbo di Cooley e drepanocitosi. In questi due casi di emoglobinopatie si ha diritto ad un trattamento pensionistico come quello citato in precedenza, circa 515 euro mensili per 13 mensilità. Una possibilità davvero opportuna per chi non può più condurre una esistenza definita normale come in passato.

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