In pensione con legge 104 a 56 anni, sarà cancellata? Ecco cosa succederà nel 2022

La pensione con legge 104 permette di uscire a 56 anni per le donne e 61 anni per gli uomini, ma sarà eliminata nel 2022? 

In pensione con legge 104 a 56 anni, sarà cancellata?
In pensione con legge 104 a 56 anni, sarà cancellata?

La riforma pensione preoccupa i lavoratori e sono tante le domande rivolte agli Esperti di Trading.it su come uscire dal lavoro in anticipo rispetto alla pensione di vecchiaia di 67 anni. Infatti, un Lettore chiede se può accedere alla pensione con legge 104 a 56 anni di età nel 2022 o la misura sarà cancellata. Inoltre, afferma che è un invalido al 100% e attualmente ancora lavora. Chiariamo quest’aspetto e quali sono i requisiti per accedere al pensionamento anticipato.

In pensione con legge 104 a 56 anni, sarà cancellata? Ecco cosa succederà nel 2022

La nuova riforma pensioni non prevede cancellazione delle vecchie misure pensionistiche, tranne che per Quota 100 che termina il suo triennio sperimentale il 31 dicembre 2021. Il Governo per limitare lo scalone di cinque anni lasciato da Quota 100, ha proposto la Quota 102 solo per il 2022, i requisiti sono 64 anni di età e 38 anni di contributi. Pensione Quota 102, dai requisiti alla penalizzazione: ecco come funziona

Poi, ha previsto la proroga dell’Opzione Donna e dell’Ape Sociale con un ampliamento delle categorie dei lavori gravosi. Quindi, al momento, tutto può cambiare, nulla fa pensare ad una modifica della pensione anticipata per invalidità. Questo significa che nel 2022 sarà normalmente accessibile. Ma analizziamo quali sono i requisiti per accedere alla pensione di invalidità.

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Requisiti

La pensione anticipata per i lavoratori disabili prevede una percentuale invalidante dell’80% in su. È entrata in vigore con il decreto Amato n. 503 dell’anno 1992 e consente di anticipare il pensionamento all’età di 56 anni per le donne e 61 anni per gli uomini. Inoltre è richiesto un requisito contributivo minimo di 20 anni. Per i lavoratori non vedenti l’età anagrafica è ridotta a 51 anni per le donne e 56 anni per gli uomini. Questa misura permette un anticipo consistente rispetto ai 67 anni richiesti per l’accesso alla pensione di vecchiaia.

Pensione con 15 anni di contributi

In alcuni casi l’anzianità contributiva in base alle deroghe Amato, si riduce a 15 anni, circa 780 settimane, se i contributi sono versati prima del 1992. Oppure, se presente un’autorizzazione del versamento dei contributi volontari da parte dell’INPS entro il 24 dicembre 1992.

Infine, è possibile con almeno 25 anni di contributi, se il primo contributo versato almeno venticinque anni prima, quindici anni di contributi di effettivo lavoro e almeno dieci anni di lavoro in modo discontinuo.

La pensione di invalidità è riconosciuta ai lavoratori iscritti all’Assicurazione Generale Obbligatoria e alle forme di previdenza sostitutive all’AGO.

Questa misura è valida solo per i lavoratori dipendenti del settore privato, sono esclusi i lavoratori del pubblico impiego e i lavoratori autonomi.

Inoltre, è prevista una finestra mobile di dodici mesi per ottenere il primo rateo pensionistico. Quindi, il primo assegno previdenziale sarà corrisposto trascorsi dodici mesi dalla maturazione dei requisiti.

Infine, per ottenere la pensione il richiedente dovrà sottoporsi a una visita medica presso la commissione medico legale INPS. La commissione dovrà accertare lo stato di invalidità civile ai sensi della legge 222/1984.

Non  è valido il riconoscimento dell’invalidità già operato in sede di identificaizone per l’invalidità civile.

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