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Pensione minima, può essere eseguito il pignoramento? Quello che c’è da sapere in caso di debiti

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Sono stati recentemente stabiliti i limiti per il pignoramento della pensione minima: ecco cosa c’è da sapere nel caso in cui vengano contratti dei debiti.

Sono sempre più numerosi gli anziani che, al termine della propria vita lavorativa, si ritrovino a dover sopravvivere con la sola pensione minima. Questo importo, che in genere può superare di poco i 500 euro mensili, di certo non permette ai pensionati di arrivare tranquillamente a fine mese e spesso si possono contrarre dei debiti.

Indebitarsi non è mai un piacere, soprattutto se i debiti vengono contratti in età avanzata: in casi limite spesso può scattare anche il pignoramento degli assegni previdenziali e della pensione stessa.

In situazioni del genere molti cittadini si chiedono se sia possibile eseguire il pignoramento della pensione minima: per rispondere a questi dubbi, analizziamo i limiti imposti dal legislatore in materia di pignoramenti. Ecco tutto quello che c’è da sapere.

Pensione minima: i casi in cui il pignoramento non è possibile

Secondo quanto stabilito dalla Legge, in genere la pensione è pignorabile: i casi in cui questo provvedimento diventa impossibile sono rari e rappresentati da situazioni al limite. Nei casi in cui è concesso il pignoramento, il creditore può appropriarsi dell’importo dovutogli prima che esso venga erogato al debitore.

In questo caso, il pignoramento viene notificato all’Inps che elargirà al pensionato debitore l’importo dovuto al netto del debito.

LEGGI ANCHE: L’Inps sta chiedendo soldi indietro da stipendi e pensioni: cosa sta succedendo

Un’altra soluzione per il pignoramento della pensione, invece, può essere eseguita dopo che il debitore l’abbia depositata in banca. In tale ipotesi il creditore deve notificare l’atto di pignoramento sia al debitore sia all’istituto bancario in cui l’assegno dell’Inps viene accreditato.

Ci sono, però, dei casi in cui il legislatore ha posto dei limiti a favore del pensionato che ha contratto il debito insoluto: tale limite è segnato dal cosiddetto “minimo vitale”. Ecco di cosa si tratta e perché blocca il pignoramento.

Il minimo vitale, il limite per cui il pignoramento viene bloccato

Il legislatore, nel definire la materia del pignoramento in caso di non risoluzione del debito di un pensionato, ha posto il limite del minimo vitale. In poche parole, bisogna lasciare al debitore anziano la cifra minima che gli possa garantire una vita dignitosa.

Qualora l’importo della pensione fosse inferiore a tale cifra quest’ultima non potrà essere pignorata dal creditore. Ma a quanto ammonta la pensione minima? Con tale definizione, lo Stato indica un importo pari a una volta e mezzo l’assegno sociale che viene stabilito annualmente. Per l’anno in corso, tale importo è pari a circa 460 euro: facendo i dovuti calcoli risulta che la pensione minima per il 2021 sia di circa 690 euro.

Dunque, una pensione che risulti inferiore a tale cifra sarà automaticamente non pignorabile. Se, invece, si eccede il minimo vitale ad essere recuperato dal creditore potrà essere un importo massimo pari ad un quinto dell’assegno.

Nicola Sabatino

Studente di Banking and Finance presso La Sapienza di Roma, da tempo per passione mi occupo della redazione di contenuti per testate online. Mi occupo di tematiche fiscali e di strumenti di investimento. Creatore di contenuti per la testata Trading.it da oltre un anno.

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