Pensioni, attenzione alle scadenze per presentare domanda di pensionamento anticipato perché il futuro è incerto

Coloro che stanno per terminare la propria carriera lavorativa e dovranno rivolgersi alle pensioni, dovranno fare molta attenzione a queste inadempienze. Queste scadranno davvero a breve e resta poco tempo: ecco di cosa si tratta. 

La riforma delle pensioni è il grande mistero della politica italiana. Con il passare del tempo, sempre meno informazioni e chiarimenti vengono forniti agli italiani e l’attuale apertura della crisi di Governo non lascia spazio all’immaginazione. Il destino di molti futuri pensionati, dunque, è ancora in bilico e, stando alle previsioni, rimarrà tale ancora per molto.

riforma pensioni

I prossimi pensionati, dunque, dovranno fare molta attenzione perchè ci sono pensioni e inadempienze che stanno per scadere davvero a breve e non si sa se cosa accadrà nei prossimi tempi. Facciamo un pò di chiarezza in merito alla questione e scopriamo cosa sarebbe meglio fare.

Pensioni, uno scenario sconfortante: le inadempienze che scadranno a breve

I pensionati o i lavoratori che stanno per avvicinarsi al riposo dopo una vita di lavoro hanno ancora pochissimo tempo per porre rimedio alle inadempienze. La Riforma delle pensioni è ancora un lontano miraggio e resta poco tempo per regolarizzare la propria situazione e approfittare delle opzioni che ancora per poco saranno disponibili. 

Ad esempio, il prossimo dicembre scadranno le opzioni e i programmi di pensionamento anticipato quali Ape Sociale, Opzione Donna, Precoci e Quota 104. Per quanto riguarda Ape Sociale, esso è rivolto ancora per poco anche a coloro che rientrano nelle cosiddette categorie di “lavori gravosi”. Opzione Donna, invece, prevede la possibilità per le lavoratrici di sesso femminile di poter accedere al pensionamento a soli 58 anni, con 35 anni di contributi versati.

Infine, sia Quota 102 che Quota 41 permettono ai lavoratori che abbiano raccolto 38 anni di contributi versati, di potersi ritirare dal lavoro all’età di 64 anni.

A che punto siamo con la Riforma

Tali scadenze, al momento, potrebbero essere riconfermate nel 2023, tuttavia nulla di tutto ciò è ancora certo e numerosi sono i dubbi. Questa situazione, parte anche dai dubbi nutriti dalle Autorità al Governo. Grande impegno è stato dimostrato da Andrea Orlandi, Ministro del Lavoro nel Governo Draghi che ha mostrato più volte il suo interesse a far sì che tali misure vengano prorogate e riconfermate anche per gli anni a venire.

Intanto, un altro spiraglio di luce è rappresentato dalla proposta di Pasquale Tridico, attuale Presidente dell’INPS. Egli ha presentato la proposta di una pensione flessibile a partire già dall’età di 63-64 anni. Essa consisterebbe in un sistema di pensionamento che permetterebbe l’uscita dal lavoro anticipata a patto che tale rendita sia erogata in un massimo di 2 tranches.

La prima di queste utilizzerebbe il solo sistema contributivo. La seconda, invece, il sistema retributivo al raggiungimento dei 67 anni di età.

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