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Economia e Finanza

Pensioni integrative: le 5 offerte migliori di questo mese per costruire il proprio futuro

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La pensioni integrative sono una forma di risparmio aggiuntiva rispetto alla pensione erogata dall’INPS che può risultare utile come risorsa complementare.

Scegliere di investire i propri risparmi in un fondo pensione può essere la soluzione giusta per disporre di ulteriori somme in aggiunta a quelle erogate dall’istituto di Previdenza Sociale.

 

La pensione integrativa è uno strumento che serve qualora si voglia ricevere altre somme oltre a quelli che normalmente l’INPS eroga con la pensione ordinaria. Essa permette ai pensionati di godere di un’ulteriore entrata ad integrazione della normale pensione. Esistono diversi tipi di pensione integrativa, a partire dai fondi pensione per arrivare ai PIP, Piani Individuali Pensionistici. L’obbiettivo di chi affida i suoi risparmi ad una pensione integrativa è quello di poter disporre e godere in futuro di somme di denaro più consistenti rispetto a quelle stanziate dall’INPS. Il pensionato può così ricevere un contributo economico più sostanzioso. E poter vivere meglio gli anni dell’uscita dal mondo del lavoro.

Spesso capita che ci siano dei buchi nella fase di contribuzione per cui un fondo integrativo può rappresentare la soluzione migliore per attingere a riscatti parziali o totali e ad anticipazioni. Le pensioni integrative hanno a che fare con i mercati finanziari per cui il rischio non è del tutto escluso. Ciò significa che è il caso di valutare con attenzione la convenienza di questa formula, perché l’andamento dei mercati non è del tutto prevedibile e potrebbe succedere che i propri investimenti per il futuro non siano così redditizi come si sperava.  In questo articolo vediamo quali sono le cinque pensioni integrative migliori, a cosa servono, qual è la loro tassazione e se sono realmente vantaggiose dal punto di vista fiscale.

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Quali tipologie di pensioni integrative esistono

Il contribuente che vuole investire i propri risparmi in una pensione integrativa può scegliere tra diverse tipologie di fondi pensione: fondi chiusi, fondi aperti, fondi pensionistici individuali (PIP), fondi pensione preesistenti. I fondi chiusi sono strumenti pensionistici complementari di origine negoziale. Vengono promossi dai datori di lavoro e dai rappresentanti dei lavoratori all’interno della contrattazione aziendale, di settore o nazionale. I fondi aperti vengono istituiti dalle banche, dalle società di gestione del risparmio, da quelle di intermediazione immobiliare e dalle assicurazioni.

I PIP sono una sorta di assicurazione sulla vita con scopo previdenziale che hanno come obbiettivo quello di assicurare a chi li sottoscrive gli stessi vantaggi delle forme pensionistiche complementari. Tra i tipi di pensioni integrative ci sono anche i fondi pensione preesistenti, ovvero che c’erano già prima del 15 novembre 1992, data da in cui è nata la previdenza complementare. Sono diversi dagli altri fondi creati in seguito in quanto le risorse presenti possono essere gestite anche senza il ricorso a intermediari specializzati.

Per quanto riguarda la convenienza fiscale e la tassazione dei fondi pensione c’è la possibilità di deduzione dal reddito imponibile annuo complessivo dei contributi versati, nel limite di 5164, 57 euro. Rientra in questo importo anche il contributo del datore di lavoro ma non si può dedurre la quota del TFR. Rispetto ad altre formule di risparmio finanziario che sono soggette ad un’imposta del 26%, i rendimenti ottenuti da un fondo pensione hanno l’imposta del 20%. La tassazione prevista per la parte di rendimento prodotta da titoli di Stato o simili è pari al 12,5%.

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I migliori fondi per le pensioni integrative

I rendimenti sul mercato dei fondi pensione non sono tutti uguali. Anche se nel corso dello scorso anno sono stati positivi, valutati al netto della fiscalità e dei costi di gestione. Ci sono stati fondi migliori di altri. Per questo per un investitore è importante sapere quali sono i più produttivi sui quali investire i propri risparmi. I fondi aperti hanno fatto registrare un rendimento del 4,1%, i fondi negoziali del 3,1% e i PIP di ramo III hanno ottenuto un 7,3%.

Nell’arco di 10 anni, 2011 – 2021, il rendimento medio calcolato ha fatto registrare il 3,8% per i fondi aperti, il 3,7% per i fondi chiusi e il 3,8% per i PIP di ramo III. Ma vediamo quali sono le migliori pensioni integrative, analizzando i fondi aperti, quelli distribuiti in Italia e indirizzati ai lavoratori tramite adesione collettiva o su base individuale. Le prestazioni più vantaggiose, secondo i dati Morningstar, sono nell’ordine quelle ottenute da Sella Eurorisparmio – Az. Internazionale +18,4, Allianz Insieme – Linea Azionaria +16,7%, Sella Eurorisparmio – Az. Europa +15,9%, Cattolica Gest. Previd – Az. Globale +15,5% e HDI Azione di Previdenza – Linea Azionaria +15,2%.

Come si evince ad ottenere i migliori risultati sono stati quei fondi pensione aperti di natura azionaria, che investono soprattutto in azioni internazionali. Se si vuole guardare al rendimento del risparmio gestito più a lungo termine, nel corso di cinque anni la classifica cambia e nelle prime cinque posizioni troviamo: Anima Arti e Mestieri – Crescita 25+ con un +8,6%, Allianz Insieme – Linea Azionaria +8,3%, Credit Agricole Vita – Taro + 7,8%, Sella Eurorisparmio – Az. Internazionale +7,7%, e Intesa Previdenziale Giustiniano – Azionario + 7,5%.

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