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Perchè Intesa Sanpaolo si chiama così? Come è nata quali sono le sue origini

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Intesa Sanpaolo è una delle più solide e profittevoli banche europee.

A oggi l’istituto di credito conta circa 12 milioni di clienti, a cui sono dedicati servizi come corporate investment banking, gestione del risparmio, asset management e assicurativi.

Intesa Sanpaolo opera a livello internazionale, con filiali anche in Est Europa, Medio Oriente e Nord Africa. Con un totale di 7,2 milioni di clienti è inoltre fra le prime 20 banche in Europa. Intesa SanPaolo nasce quindi dalla fusione di Banca Intesa e San Paolo IMI. La prima di questa con sede primaria a Torino e la seconda a Milano. Intesa Sanpaolo è la prima banca italiana per capitalizzazione, la sesta nell’area euro.

Perchè Intesa Sanpaolo si chiama così?

Il nome Intesa SanPaolo ha origini antiche. L’istituto infatti nato ufficialmente nell’ottocento, vede le sue origini nel 1563, quando una confraternita chiamata “Compagnia di San Paolo” crea l’istituzione Monte di Pietà, che ha lo scopo di prestare denaro alle persone che sono finite nel mirino degli usurai.

L’attività di quella che inizia come un istituzione caritatevole, diviene nel tempo sempre più vicina a quella di una banca. Monte di Pietà acquisisce prestigio e nel 1650 viene chiamata ad amministrare il debito pubblico dello Stato sabaudo.

Il primo nome in qualità di istituto di credito è quello di Istituto Bancario San Paolo di Torino. La banca ha lo scopo di favorire lo sviluppo dell’industria torinese, ma anche la crescita economica del Paese. Questo fino al 1992 quando Sanpaolo diventa una Società per Azioni. Intesa Sanpaolo ha oggi ancora sede legale nella Piazza S.Carlo di Torino, è il maggiore gruppo bancario in Italia con oltre 4.500 filiali.

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Chi controlla Intesa Sanpaolo e cosa l’ha contraddistinta in questi anni?

L’attuale consigliere e amministratore delegato è Carlo Messina. La guida dell’istituto di credito, dato l’attuale trend ESG è orientato alla sostenibilità ambientale. Intesa SanPaolo è riconosciuta oggi come una banca in linea con l’agende verde europea e in campo ambientale ha creato un fondo di € 5 miliardi di euro destinato all’economia circolare. La banca promuove inoltre progetti di inclusione economica e riduzione della povertà, tra cui un fondo con finanziamenti pari 1,2 miliardi di euro.

Andrea Carta

Ha studiato Analisi Tecnica dei mercati finanziari e ha svolto la professione di trader indipendente fino al 2019. Appassionato di letteratura e scrittura creativa, concilia le sue conoscenze ed esperienze scrivendo articoli in tema finanziario, socio economico e politico

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