Permessi legge 104, si possono cumulare? Occhio agli aspetti da sapere

È possibile cumulare i permessi legge 104? Quali sono i dettagli da approfondire e alcuni aspetti da sapere sul tema in questione: particolari a seguire

E possibile avere due permessi legge 104 cumulati per il medesimo numero di familiari e casi? Si tratta di un aspetto importante e che desta grande attenzione quello legato al tema in argomento, che riguarda anche il dipendente che si prende cura di un lavoratore disabile che usufruisce del beneficio. O ancora il lavorare con disabilità che assiste a sua volta un familiare. Con un handicap grave.

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Un punto dunque che desta grande attenzione e che, nel caso fosse possibile, potrebbe i giorni di permesso retribuito da tre a sei, al mese. Ma circa tale tema occorre approfondire alcuni casi per saperne di più e analizzare anche alcuni aspetti legati in generale alla questione stessa.

Rispetto al quesito inerente ad un eventuale dipendente che assiste allo stesso tempo due familiari con disabilità grave, a proposito della possibilità di poter cumulare i giorni di permesso, bisogna tener presente l’art.5 decreto 119/2011. Il quale, spiega Thewam.net, ha aggiunto il comma3 all’art.33 della legge104.

E nel dettaglio si legge del diritto inerente il dipendente a proposito dell’assistenza da prestare verso più persone che si trovano in situazione di handicap grave. A patto però che si tratti del coniuge. Oppure di un parente o affine entro il 1°grado. Oppure entro il 2° grado nel caso in cui i genitori, oppure il coniuge del soggetto con handicap in situazione di gravità. Abbiano compiuto sessantacinque anni. O qualora siano anche loro affetti da pattuglie invalidanti. Oppure siano deceduti, o mancanti.

Permessi legge 104 cumulabili: dettagli e particolari

Tanti e diversi gli spunti di interesse quando si parla di permessi legge 104: ad esempio, qualora non utilizzati, possono essere cumulati? Oppure, ancora, i permessi legge 104 riducono le ferie oppure non incidono?

Tornando al tema in oggetto, su Thewam.net si legge dunque che non vi sono divieti in merito al cumulo dei suddetti circa l’assistenza di 2familiari con disabilità grave. Riconosciuta dalla legge in questione. Va però sottolineato che riguarda il caso di parenti ed affini di 1°grado. Tra cui il coniuge.

In talune occasioni, la medesima cumulabilità può essere consentita anche a proposito di parenti ed affini di 2°grado. Però occorre valutare, dal momento che è centrale e determinante l’età del genitore. Oppure del coniuge del familiare di cui prendersi cura. E le condizioni salute, e chiaramente se sono mancati oppure no.

La cumulabilità dei permessi non sarebbe consentita – si legge – qualora uno dei familiari di cui prendersi cura fosse un parente oppure un affine di 3°grado. In tal caso, vi sarebbe il divieto anche qualora il coniuge. Oppure il genitore del soggetto assistito fossero deceduti. Mancanti. Soggetti invalidi. Oppure avessero un’età maggiore di sessantacinque anni.

All’interno, per così dire, dei parenti di 3° grado vi sono anche zii e bisnonni.

Legge104 permessi. Il punto sul caregiver e lavoratore con disabilità

Occorre anche far menzione di quanto affermato da INPS mediante la circolare n.37 – 18/02/1999, a proposito della possibilità circa la cumulabilità dei permessi nel momento in cui la persona con disabilità sia un lavoratore. Il quale a propria volta già usufruisce dei permessi retribuiti. In sostanza, da parte dell’ente, vi è stata la sottolineatura riguardo il fatto che il caregiver familiare che si prende cura di un soggetto con disabilità, il quale lavora, può a sua volta avere il beneficio circa i permessi al mese.

In tale casistica, la cumulabilità fa cenno ai permessi dell’assistito e di colui che presta l’assistenza. Occorre però il rispetto di alcune condizioni da tener presente, e nel dettaglio due, si legge. Anzitutto, il lavoratore disabile deve avere una reale ed effettiva necessità circa l’assistenza. Da parte del caregiver familiare convivente. A compiere la valutazione è il medico della sede INPS. E ad esser rilevante è la gravita. Circa l’handicap.

Poi, nel nucleo familiare non devono esserci altre persone le quali possono assicurare al soggetto in questione. Quindi il lavoratore con disabilità. L’eventuale assistenza.

Non occorre che i permessi rispetto al familiare. E al lavoratore con disabilità. Siano concidenti, e a tal riguardo i permesso al caregiver non sono esclusi qualora, nelle medesime ore oppure giorni, il familiare da assistere fosse impegnato al lavoro.

La ragione riguarda il fatto che, il soggetto con disabilità potrebbe aver bisogno di accompagnamento e di esser prelevato dal posto in cui lavora. Oppure il caregiver potrebbe in quelle ora far fronte a faccende pratiche. Oppure di tipo burocratico. Per conto del soggetto che assiste. In merito, vi son anche indicazioni da parte del Dipartimento della Funziona Pubblica.

Questi, alcuni dettagli in generale. Tuttavia, è importante ed opportuno informarsi ed approfondire aspetti ed elementi, così da chiarire eventuali dubbi e saperne di più, anche tramite confronti con esperti del campo e professionisti del settore, soggetti competenti in materia.

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