Piazza Affari, giovedì 2 dicembre: chiusura in rosso, tonfo di STMicroelectronics

La variante Omicron del Covid-19, che sembra più facilmente trasmissibile rispetto alle altre, torna a spaventare gli investitori, dopo la scoperta del primo caso di contagio negli Stati Uniti. Ancora incertezza, invece, sull’efficacia degli attuali vaccini nel contrastare tale variante, a causa dei pochi dati disponibili.

borsa
Palazzo Mezzanotte, sede della Borsa di Milano (Adobe stock)

La scoperta del primo contagiato dalla variante Omicron negli Stati Uniti e l’aumento dei contagi in Europa ha nuovamente scatenato un’ondata di ribassi nelle borse del vecchio continente. Dallo scorso venerdì, 26 novembre, l’andamento delle sessioni borsistiche è stato determinato dalle notizie relative alla pandemia. Di conseguenza, i mercati in queste sedute sono dominati dall’emotività degli investitori, perciò la volatilità è aumentata notevolmente. Notizie negative provocano nervosismo e avversione al rischio, da cui derivano dei sell-off, al contrario, quando subentrano notizie confortanti (come accaduto durante la scorsa seduta o in quella di lunedì), le borse salgono con decisione.

Il ribasso evidenziato oggi dagli indici europei è stato causato, principalmente, dalla notizia, diffusa ieri, del primo caso di variante Omicron negli Stati Uniti, che ha portato Wall Street ad invertire la tendenza giornaliera, fino a quel momento rialzista, nel più classico dei panic selling. Ondata di vendite oltreoceano che, come spesso accade, ha trascinato al ribasso anche le borse europee, negative fin dall’apertura.

Non va sottovalutato, inoltre, l’aspetto legato all’inflazione, altro importante fattore di incertezza per i mercati. Nel meeting di dicembre, infatti, la Federal Reserve discuterà una possibile accelerazione del tapering, rispetto ai piani iniziali, con azzeramento degli acquisti di bond in anticipo rispetto al termine attualmente previsto dalla Fed, ovvero giugno 2022. Anche la Banca Centrale Europea potrebbe ridurre i tempi per l’adozione di una politica monetaria restrittiva, in considerazione di un tasso di inflazione ormai vicino al 5%, con il dato core pari a 2,6% (il target della BCE è pari al 2%). Le strette monetarie non vengono mai viste positivamente dai mercati, perché consistono in una graduale riduzione del supporto che le banche centrali garantiscono al sistema economico.

La chiusura delle borse europee

Di seguito, le performance registrate, a pochi minuti dalla chiusura della seduta, dai principali indici azionari europei:

  • IBEX 35 (Madrid): -1,54%
  • CAC 40 (Parigi): -1,25%
  • DAX (Francoforte): -1,10%
  • FTSE MIB (Milano): -1,04% a quota 26.097,23 punti indice
  • SMI (Zurigo): -0,70%
  • FTSE 100 (Londra): -0,39%

L’Euro Stoxx 50, indice che sintetizza l’andamento delle borse europee, registra una performance di -1,42%, con le quotazioni in area 4.120 punti.

Titoli migliori del Ftse Mib

Chiudono la seduta in rialzo soltanto i seguenti titoli, tra quelli inclusi nel listino principale della Borsa di Milano:

  • Telecom Italia: +2,00%
  • Banco Bpm: +1,47%
  • Eni: +0,30%
  • Mediobanca: +0,27%
  • Saipem: +0,22%

Titoli peggiori del Ftse Mib

Particolarmente negativa la performance del settore bancario (Ftse Italia Banche: -0,96%), del settore viaggi (Ftse Italia Viaggi e Tempo Libero: -2,96%) e, soprattutto, dei titoli tecnologici (Ftse Italia Tecnologia: -5,88%).

Per quanto riguarda i singoli titoli azionari, crolla STMicroelectronics, dopo che Apple, probabilmente il più importante tra i suoi clienti, ha dichiarato che potrebbe esserci un rallentamento della domanda del nuovo iPhone 13.

I titoli più colpiti dalle vendite, oggi, sono stati:

  • STMicroelectronics: -6,62%
  • Amplifon: -3,11%
  • Diasorin: -2,73%
  • Enel:  -2,44%
  • Recordati: -2,36%
  • Hera: -2,29%
  • A2a: -2,28%
  • Finecobank: -2,23%
  • Exor: -2,03%
  • Prysmian: -1,85%

Wall Street reagisce alla variante sudafricana, indici in netto rialzo

Impostazione rialzista per Wall Street, dopo il netto ribasso osservato ieri, a partire dalle 18 circa, a causa dei timori suscitati dalla variante Omicron. Timori che hanno provocato un repentino cambio di rotta degli indici azionari statunitensi, fino a quel momento in guadagno di circa un punto percentuale e che, invece, hanno chiuso la seduta con perdite superiori al punto percentuale e sui minimi dallo scorso 20 ottobre. La volatilità, che nelle prime ore di negoziazione sembrava in calo, è esplosa nuovamente, determinando il range giornaliero (differenza tra massimo e minimo di seduta) più elevato dell’anno per quanto riguarda l’S&P 500.

Volatilità elevata anche oggi, con l’azionario che appare, però, in grado di recuperare almeno una parte delle perdite accusate ieri. Va sempre considerato che, in un mercato così sensibile a fattori esterni, come quello visto nell’ultima settimana, la direzione di giornata può cambiare improvvisamente.

Questo l’andamento evidenziato dai principali indici di Wall Street, alle 18:15 ora italiana:

  • Dow Jones: +1,94%
  • S&P 500: +1,55%
  • Nasdaq 100: +0,50%

L’amministrazione Biden, per cercare di tenere sotto controllo il numero dei contagi, sta pensando di imporre nuove restrizioni sugli ingressi nel Paese, tramite l’obbligo di presentare un tampone negativo, effettuato non oltre 24 ore prima dell’arrivo. Obbligo valido anche per i soggetti vaccinati.

Sul fronte dei dati macro, le nuove richieste di sussidi di disoccupazione, nella settimana conclusasi sabato 27 novembre, sono risultate pari a 222.000 unità, in aumento rispetto al precedente dato di 194.000 nuove richieste, ma inferiore rispetto alle stime degli analisti, che prevedevano una lettura di 240.000 unità.

Notizie dagli altri mercati: stabile il Bitcoin, sale il petrolio dopo il meeting OPEC+

Nel mercato obbligazionario, lo spread Btp/Bund, ovvero il differenziale di rendimento tra il titolo di Stato italiano e quello tedesco con scadenza decennale, sale a quota 132 punti base, in ribasso di tre punti base rispetto alla chiusura della seduta precedente. Il rendimento del Btp scende a +0,94%; in leggero aumento, invece, il rendimento del Bund, che si attesta a -0,38%. Poco mosso il rendimento del Treasury Note decennale (titolo di Stato Usa), pari a +1,46%, in rialzo di due punti rispetto all’ultimo valore di chiusura.

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