Piazza Affari, mercoledì 14 luglio: chiusura in verde, Powell rassicura i mercati

La chiusura della seduta odierna della Borsa di Milano, titoli migliori e titoli peggiori di giornata. Uno sguardo anche all’andamento di Wall Street e degli altri principali mercati finanziari. Una sintesi dei temi più importanti della giornata. 

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Palazzo Mezzanotte, sede della Borsa di Milano (Adobe stock)

La Borsa di Milano conclude la seduta odierna in leggero rialzo, risultando la migliore tra le principali piazze europee, che hanno vissuto una giornata di transizione con pochi movimenti e senza novità rilevanti, dal punto di vista dei fondamentali, che potessero orientare gli investitori a prendere posizione in un senso o nell’altro. Hanno avuto un impatto negativo sulle borse europee, inoltre, i ribassi da realizzo che, seppur non così intensi, hanno tagliato i guadagni conseguiti a Wall Street dopo un’apertura decisamente positiva, determinata dalle parole accomodanti di Jerome Powell.

Il governatore della Federal Reserve Jerome Powell, infatti, in un discorso al Congresso, ha confermato ancora una volta che l’inflazione in costante aumento è legata a fattori transitori, affermando che il livello generale dei prezzi “resterà probabilmente elevato nei prossimi mesi, ma poi scenderà”. In conseguenza di ciò e tenendo conto che i dati sul mercato del lavoro non sono ancora del tutto convincenti, Powell ha affermato che è ancora troppo presto per ricorrere al tapering,  ovvero alla rimozione degli stimoli economici rappresentati dal programma di acquisto titoli dalle banche (quantitative easing), implementato dalla banca centrale statunitense allo scopo di aiutare l’economia a superare gli effetti della pandemia. Si ricorda che il quantitative easing della Fed è così strutturato: 80 miliardi al mese destinati all’acquisto di titoli di Stato e 40 miliardi, sempre mensili, all’acquisto di titoli garantiti da mutui ipotecari, per un totale di 120 miliardi al mese. Questa politica monetaria accomodante resterà in vigore, come ribadito da Powell, finché la ripresa economica non sarà completata. Il capo della Federal Reserve ha sottolineato anche che i consumi delle famiglie sono in notevole aumento, così come la domanda di abitazioni nel settore immobiliare.

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La chiusura dei mercati azionari europei: il migliore è Milano

Questo l’andamento evidenziato, in chiusura di seduta, dai principali indici azionari europei:

  • FTSE MIB (Milano): +0,15% a quota 25.194,33 punti indice
  • CAC 40 (Parigi): 0,00%
  • DAX (Francoforte): -0,01%
  • SMI (Zurigo): -0,23%
  • IBEX 35 (Madrid): -0,42%
  • FTSE 100 (Londra): -0,47%

L’Euro Stoxx 50, indice composto dalle 50 società europee con maggior capitalizzazione di mercato, chiude in rialzo dello 0,12%, a quota 4.099,50 punti indice.

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Titoli migliori del Ftse Mib

I titoli azionari che hanno evidenziato la miglior performance, tra quelli inclusi nel listino principale della Borsa di Milano, sono stati:

  • STMicroelectronics: +2,48%
  • Amplifon: +2,17%
  • Saipem: +2,16%
  • Tenaris: +1,75%
  • Buzzi Unicem: +1,21%
  • Moncler: +1,18%
  • Telecom Italia: +0,82%
  • Unicredit: +0,80%
  • Intesa San Paolo: +0,64%
  • Exor: +0,45%

Titoli peggiori del Ftse Mib

I titoli più venduti di giornata, invece, sono stati i seguenti:

  • Leonardo: -1,73%
  • Banco Bpm: -1,54%
  • Finecobank: -1,29%
  • A2a: -0,95%
  • Recordati: -0,81%
  • Nexi: -0,61%
  • Terna-Rete Elettrica Nazionale: -0,55%
  • Generali: -0,50%
  • Bper Banca: -0,44%
  • Enel: -0,42%

Le performance dei mercati azionari statunitensi

Questo l’andamento evidenziato dai principali indici azionari di Wall Street, alle 19:30 ora italiana:

  • Nasdaq 100: +0,06%
  • S&P 500: +0,08%
  • Dow Jones: +0,02%

Altre notizie dai principali mercati finanziari: il possibile accordo Opec-Emirati Arabi affossa il petrolio

Per quanto riguarda il mercato obbligazionario, lo spread Btp/Bundovvero il differenziale di rendimento tra il titolo di Stato italiano e quello tedesco con scadenza decennale, sale leggermente a quota 107 punti base, in aumento di 2 punti rispetto all’ultimo valore di chiusura: il rendimento del Btp rimane stabile a +0,71%, mentre il rendimento del Bund scende a -0,36%. In calo anche il rendimento del Treasury Note decennale (titolo di Stato USA), che risulta pari a +1,37%, in ribasso di 5 punti base rispetto al valore di chiusura della scorsa seduta.

In leggero rialzo il prezzo del Bitcoin, che evidenzia una sempre maggiore compressione di volatilità e movimenti laterali, con i prezzi che, ormai da quasi due mesi, oscillano nell’area di trading range delimitata dal livello di supporto dei 30.000 dollari e dal livello di resistenza dei 40.800 dollari. Sono questi due i livelli da monitorare per ottenere segnali operativi nel mercato del Bitcoin: sarà possibile esporsi al rialzo in caso di rottura rialzista della resistenza, o al ribasso in caso di rottura ribassista del supporto. In entrambi i casi, la rottura deve avvenire in chiusura di una candela giornaliera. Nell’ultimo mese, il range di oscillazione delle quotazioni è ancora più ridotto e pari, approssimativamente, a 5.000 dollari. Attualmente, la criptovaluta più famosa quota 32.815 dollari circa, corrispondenti ad una performance di +0,27% su base giornaliera.

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Nel mercato valutario, sale il cambio Euro/Dollaro USA, in conseguenza delle parole accomodanti di Jerome Powell, che hanno determinato un deprezzamento del dollaro statunitense. Attualmente, il cambio più utilizzato dai traders del Forex viene scambiato ad un tasso di 1,1829, corrispondente ad una variazione su base giornaliera di +0,47%.

Per quanto riguarda il mercato delle materie prime, sale con decisione il prezzo dell’oro, pari attualmente a 1.825 dollari l’oncia, corrispondenti ad una performance su base giornaliera di +0,96%. In netto ribasso, invece, il prezzo del petrolio, in conseguenza delle voci (ancora non confermate) secondo cui tra Opec ed Emirati Arabi Uniti sarebbe stato raggiunto un compromesso che consentirà agli Emirati di incrementare la propria quota di produzione di petrolio greggio, di un ammontare pari a 450.000 barili rispetto ai livelli precedenti. Il WTI (West Texas Intermediate, prodotto negli Stati Uniti) quota 73,21 dollari al barile, con una performance di -2,80% su base giornaliera, mentre il Brent (prodotto in Europa) quota 74,76 dollari al barile, con una variazione di -2,26% rispetto all’ultimo valore di chiusura.

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